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Colosso O Bag; un fatturato da 70 milioni di euro e 400 punti vendita

La spa nasce nel 2009 a Campodarsego nel Padovano e conquista subito i mercati: il successo della formula è la componibilità degli oggetti

Un colosso da circa 70 milioni di euro di fatturato 2019, forte di un network da 400 punti vendita in 50 paesi del mondo la O Bag di Campodarsego. Un’azienda che nasce nel 2009, grazie ad un’idea dell’imprenditore padovano Michele Zanella. Zanella voleva creare un orologio che potesse essere “componibile”, un progetto nuovo che permettesse al consumatore una personalizzazione tutta nuova, dando libero sfogo alla creatività di ciascuno. Solo un anno dopo, nel 2010, O Clock viene presentato al Salone del Mobile di Milano.
 
PER APPROFONDIRE.
 
 
Composto da cassa e cinturino in silicone intercambiabili, colorato, divertente e dal prezzo accessibile, in poco tempo, O Clock, viene distribuito in tutto il mondo. Un successo che spinge il fondatore Michele Zanella e il primo gruppo di lavoro di quella che sarebbe diventata la O Bag Spa che conosciamo a pensare di creare altri accessori in grado di riproporre lo stesso modello, quello della componibilità.
 
 
Solo due anni dopo, nel 2012 nasce “O Bag”, la borsa in Materiale XL Extralight che condivide lo stesso concetto di componibilità con l’orologio da polso delle origini. Composta da scocca, manico (o tracolla) e sacca interna chiudibile per contenere gli oggetti al suo interno,
 
O Bag può comporsi in tantissimi modi diversi ed a questi si aggiungono le possibilità di personalizzazione che i moltissimi inserti dei più svariati materiali (dalla lana alla pelliccia ecologica passando per la plastica e così via) permette ai clienti. 
 
Fin dal principio Zanella e i suoi soci comprendono che sarà un successo e i risultati lo dimostrano: O Bag diventa subito un “cult”. Ne vengono vendute oltre 6 milioni, facendo volare l’azienda in un solo anno, ad un fatturato di oltre 25 milioni di euro. La componibilità diventa dunque il marchio di fabbrica dell’azienda che da lì a poco comincerà a sviluppare molti altri modelli di borse e orologi.
 
Una vera e propria consacrazione per una realtà aziendale che si trasforma in brevissimo tempo, in un sinonimo di Made in Italy e creatività nel mondo. 
 
PER APPROFONDIRE.
 
Una realtà che oggi, alle borse e agli orologi, affianca tutto un ventaglio di prodotti che vanno dagli occhiali da sole “O Sun”, portafogli “O Hug”, calzature “O Shoes e O Slippers”, e oggetti di design come lampade “O Joy” e contenitori per gli alimenti “O Eat”.
 
E con il successo arrivano anche le collaborazioni di prestigio. Tra le principali quella con il designer vicentino Matteo Cibic, che disegna il primo zainetto del brand di Campodarsego, composto di materiali interamente made in Italy ma che conserva l’approccio che permette al cliente di modificare a suo piacimento il prodotto, mixando gli elementi intercambiabili della borsa.
 
O Bag, nel frattempo trasformata in Spa, continua la sua corsa alla crescita ad alla conquista dei mercati internazionali. Nel 2019 proprio dall’estero l’azienda otteneva il 40 per cento del proprio fatturato, grazie ad un lavoro che anno dopo anno aveva reso possibile la creazione di una rete di oltre 400 punti vendita, di proprietà e in franchising, oltre ad una accurata e capillare distribuzione wholesale (globale) in oltre 500 negozi multibrand in 50 diversi paesi del mondo. 
 
La sede O Bag a Campodarsego
 
Ma O Bag scommette sulla visibilità del proprio marchio anche attraverso la realizzazione di negozi a marchio (concept store) che si sono diffusi negli anni da Roma a Padova e Venezia, passando per Barcellona, Parigi, Varsavia, Bruxelles, Vienna, Mosca, fino a Miami, Montreal, Manila, Delhi, Johannesburg, Santiago del Chile, Playa del Carmen e in Cina con 20 negozi aperti a Pechino, Shangai, Chendu. Forte e stabile anche la collaborazione con El Corte Ingles in Spagna dove il brand ha aperto ad oggi 8 corner, mentre nuove sfide locali si sono attivate dall’inizio del 2019 con l’apertura di corner nei department store di Falabella in Cile e di Sogo a Kuala Lampur. —
 
 
PER APPROFONDIRE.
 

 

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