Il sindaco e l'infermiere, due segnali da raccogliere per la nostra società

Mauro Filippi e Riccardo Bernardinello

Il primo cittadino di Castelbaldo regala due mesi di stipendio a favore del sociale, il nuovo dg dell'Usl 4 è partito dal basso, come ha sottolineato Zaia

Telefono a Riccardo intorno alle tre del pomeriggio. Piacere di conoscerla, signor sindaco, complimenti. «Non so che dirle – replica d’istinto – sono imbarazzato». Spiega che questa pubblicità non era richiesta e che altri assessori hanno fatto come lui. Riccardo Bernardinello governa il comune di Castelbaldo, 1.528 abitanti, a sud-ovest di Padova e vicino a Rovigo.

È il paese delle mele: agricoltura, feste, radici rurali. Ha uno di quei campanili della campagna veneta, che svettano lunghi e magri come matite appuntite. Il sindaco ha scelto di devolvere 2.400 euro al municipio: due mesi di stipendio netto da primo cittadino, che peraltro è la sua unica fonte di reddito. Mi racconta di Castelbaldo con orgoglio: il paese è bello, dice, e la comunità è unita. Gli chiedo come saranno impiegati i suoi soldi. «È una cifra minima – riflette – ma può servire. Seguiamo un paio di situazioni di indigenza, e qualche euro farà comodo. Il resto sosterrà le spese per la sala multimediale della scuola». A questo punto mi autoinvito. «Venga a trovarci, tra qualche mese: le mostrerò i locali sistemati».

Poco dopo chiamo Mauro Filippi, direttore generale dell’Aulss 4 Veneto Orientale, appena nominato. Lo contatto perché mi ha colpito una sottolineatura fatta da Luca Zaia: «È uno partito dalla catena di montaggio». Perché Filippi è stato uno studente lavoratore ed è stato infermiere. È il terzo direttore generale-infermiere in Italia; gli altri due sono a Rieti e a Bergamo. Mi racconta che è nato ad Eraclea e vive a San Donà. «Ho cominciato a lavorare a 18 anni, mettendo insieme turni e studio».

Assicura che la nomina l’ha colto di sorpresa. Gli domando che cosa significhi un percorso come il suo. «È l’opportunità – risponde – per governare certi processi ripercorrendo un’esperienza fatta in prima persona. Devo tener presente il giovane infermiere che sono stato». Scrivo questo pezzo perché non ho saputo scegliere una sola delle due telefonate. Forzo un po’, ma le comprimo in uno stesso articolo. In fondo, sono due segnali da raccogliere per la nostra società.

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