Fiumi di eroina a Padova: ecco tutti i nomi degli arrestati e degli indagati nell'operazione anti-droga

Anche grazie a taccuini e agende sequestrate nel corso dell’operazione, la Polizia ha potuto ricostruire l’ampia attività di vendita di droga a Padova tra il luglio e ottobre 2020. L’eroina, di tipo caramellata, era venduta a Padova anche a 10 euro la dose: un prezzo accessibile a molti, tanto che molti dei clienti erano adolescenti.

PADOVA. In tre mesi hanno commerciato a Padova ben 47 chili di eroina. La merce arrivava dall’Albania, passava dalla Puglia e risaliva fino all’Emilia Romagna. Dopo qualche vendita in questa regione, il resto della droga stazionava in un appartamento-raffineria a Bosaro (Rovigo) e quindi arrivava a Padova.
 
In particolare a Mortise. A riceverla, dal corriere albanese, c’erano anche degli italiani, che a loro volta cedevano l’eroina agli spacciatori magrebini. Tra i “clienti” c’erano anche giovanissimi, in virtù del fatto che il prezzo di una dose poteva essere anche ben inferiore ai 10 euro. 
 
A seguito di indagini dirette dalla Procura della Repubblica di Padova (il pm è Benedetto Roberti) e condotte da personale della Polizia di Stato, in queste ore è stata data esecuzione ad un’ordinanza applicativa di misure cautelari personali (di cui sei in carcere e tre divieti di dimora) emessa dal gip di Padova nei confronti di nove soggetti, tutti accusati di aver gestito un traffico di ingenti quantitativi di droga (eroina e cocaina). L’operazione ha visto anche altre cinque persone indagate. 
 
Le indagini dirette dalla Procura hanno fatto emergere “uno spaccato di criminalità di elevato livello”. Alcuni soggetti di etnia araba già coinvolti in precedenti indagini relative al traffico di stupefacenti avevano messo in piedi un'organizzazione perfetta, con importanti contatti con cittadini albanesi, continuando così a gestire lo spaccio di droga nel capoluogo. Anche grazie a taccuini e agende sequestrate nel corso dell’operazione, la Polizia ha potuto ricostruire l’ampia attività di vendita di droga a Padova tra il luglio e ottobre 2020.
 
Tra gli arrestati per cui è stato disposto il cercare c’è anche un italiano, Franco Inglese detto Frank, 50 anni di Padova: assieme alla compagna D.S., 54 anni di Vigonza (per lei è scattato l’obbligo di dimore nel Comune di residente), pure lei italiana, il 50enne riceveva la droga dai corrieri albanesi e la cedeva a Ben Lahdar Triki Hassen, 49 anni, noto come Kalonga, tunisino di Padova, e a Nhadmi El Haj, tunisino di 38 anni, sempre di Padova, conosciuto come Karim. Erano loro il terminale di spaccio a Mortise. Il primo è stato portato in carcere, al secondo è stato imposto il divieto di dimora in Veneto.
 
Tra gli arrestati ci sono anche Jamel Chebbi, tunisino di 50 anni residente a Cavarzere, chiamato da tutti Michael Jackson (per la vaga somiglianza al cantante pop) e considerato il vero capo dell’operazione di smercio e commercio della droga, e l’albanese Indrit Memaj, 44 anni di Bosaro, a cui di fatto è stata attribuita la gestione della raffineria di Rovigo, in cui lo scorso ottobre la Polizia ha recuperato 32 chili di droga.
 
In carcere è inoltre finito Ervis Hasko, albanese di 33 anni di Modena, mentre per I.B., albanese di 34 anni sempre residente a Modena, è stato imposto il divieto di dimora nel suo Comune.
 
L’eroina, di tipo caramellata, era venduta a Padova anche a 10 euro la dose: un prezzo accessibile a molti, tanto che molti dei clienti erano adolescenti.

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