Covid, balzo dei nuovi positivi in Veneto: 1.304 in un giorno

Il presidente Zaia: ci sono campanelli d'allarme, siamo preoccupati. L'indice RT è salito a 0,91, con l'1 si torna in zona arancione 

VENEZIA. Nuovo balzo dei casi di Covid in Veneto: 1.304 nelle ultime 24 ore. Due ricoverati in più in terapia intensiva, ma anche 30 in meno in area non critica. Le vittime sono state 28.

"Se guardiamo i dati del Veneto, tranne una giornata, dal 1 gennaio stiamo sempre calando i ricoverati - commenta il presidente della Regione Luca Zaia -. Se guardiamo invece i positivi, siamo arrivati quasi al 3% sul totale dei tamponi. Quasi raddoppiati. Sono ancora numeri piccoli ma c'è una tendenza all'aumento dei positivi, siamo passati da 600 a 1.300 al giorno. Per quanto riguarda l'indice Rt, oggi siamo saliti a 0,91. Sono piccoli campanelli d'allarme in linea con quello che accade a livello nazionale. La nostra sitauzione rimane buona rispetto all'Emilia, all'Umbria, all'Abruzzo. Di preoccupazione però ce n'è. Vi ricordo che con Rt  a 1 si va in zona arancione". 

Zaia ha anche detto di aver chiesto al governo che il Cts si esprima ufficialmente rispetto alla riapertura delle scuole. «Noi - ha ricordato ai giornalisti - non abbiamo aperto le scuole il 7 gennaio, e siamo stati definiti quelli con l'anello al naso. Siccome la scuola è una realtà sacra, la sublimazione della formazione dei ragazzi, se la guardiamo dal lato epidemiologico il Cts ci deve dire perché altre forme di aggregazione sono pericolose e questa no. Noi - ha concluso Zaia - non siamo in grado di esprimere una valutazione».

«Al governo ho anche chiesto che ci sia una circolare per cui chi ha avuto il virus e si vaccina una volta possa non fare il richiamo, così risparmio sulle dosi. Si tratta - ha precisato Zaia - di applicare una direttiva dell'Ecdc in questo senso. Poi ho chiesto di valutare l'opportunità scientifica e organizzativa di pensare se non sia più conveniente fare una dose a tutti che due a pochi. La Gran Bretagna ha fatto questa scelta. E i più recenti studi su AstraZeneca dicono che ha performance simili agli altri due», ha concluso.

Il presidente del Veneto, Luca Zaia, nel corso del consueto punto stampa è tornato a sostenere l’uso dei tamponi fai da te come strategici nell’iter verso la riapertura di alcune attività. «Non faccio il promotore, ma mi possono dire quello che vogliono: sono convinto che nell’ottica di una riapertura un ristorante con il fai da te sarebbe meglio di uno senza. Esattamente come accade in giro per il mondo. Si tratta di una forma indiretta per la tutela di tutti», ha spiegato.

«Ci sono delle attività che sentono di essere state usate come capro espiatorio per il contagio. Ho parlato - ha aggiunto - con le discoteche, gli spettacoli viaggianti, le palestre: sono tutte massacrate. Ci dicono che erano state chiuse dicendo che erano fonte del contagio. Si sono messi a disposizione ma adesso vediamo che il contagio è galoppante. Adesso chi è la fonte del contagio?», ha concluso.
 
«Ci vorrebbe una ’safety car’ che allinei tutte le imprese in attesa del Recovery Fund e della ripartenza. Spero che Draghi lo utilizzi per fare questo perchè se la filosofia è quella dei monopattini non ne veniamo fuori. Dobbiamo ri-patrimonializzare le imprese e creare occupazione».

 

 

 

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