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“Scuole sentinella” per vigilare sul virus , ma metà dei contagi non avviene in aula

Da marzo inoltrato test agli studenti in 22 fra superiori e medie. La dirigente Palumbo: «Grande valenza civica del progetto»

VENEZIA. Sono 15 “scuole sentinella” individuate alle superiori, a cui si aggiungono sette terze medie. Inizierà a marzo il progetto di screening della Regione, elaborato insieme all’Ufficio scolastico regionale e alle due Università di Padova e di Verona, per monitorare l’andamento del contagio nelle scuole. «Tutti gli studenti e gli operatori delle scuole sentinella saranno sottoposti a test, per valutare la situazione epidemiologica a oggi. Quindi, a turno e con cadenza settimanale, ogni sezione sarà sottoposta a tampone; così, fino a fine anno» ha spiegato ieri Michele Tonon, medico della Direzione prevenzione di Francesca Russo, intervenuto nel corso del consueto punto stampa del governatore Zaia, nella sede della Protezione civile di Marghera.

L’adesione è su base volontaria e sarà appunto necessario attendere metà marzo, per ottenere il consenso di famiglie e personale. «Questo monitoraggio ci consentirà di seguire l’andamento del contagio da marzo a giugno». Sono state individuate tre scuole nel Padovano (l’IIS Scalcerle, il Liceo Cornaro e l’IIS Euganeo, a Este), altrettante nel Trevigiano (il Liceo Da Vinci, l’IIS Giorgi-Fermi e l’ISIS Galilei, a Conegliano), due nel Veneziano (l’IIS Vendramin-Corner e il Liceo Majorana-Corner a Mirano), una nel Bellunese (l’IIS Negrelli, a Feltre), e poi tre nel Veronese, due nel Vicentino e una nel Rodigino. «Abbiamo coinvolto licei con una curvatura biomedica e gli istituti tecnici con indirizzi di tecnologie biosanitarie» aggiunge la direttrice dell’Ufficio scolastico regionale, Carmela Palumbo, che parla di «grande valenza civica del progetto».


Il primo “giro”, che coinvolgerà una scuola per provincia, sarà di 7.443 tamponi; e poi, a seguire, 1.800 a settimana, per un totale di 25.200 test. «Si tratta di tamponi nasali non invasivi, molto “abbordabili”, considerando la frequenza con cui saranno effettuati. Quanto alle modalità di processazione, useremo le tecnologie più avanzate» spiega Tonon. Gli stessi tamponi saranno utilizzati per il progetto che coinvolgerà le terze medie di sette istituti, uno per provincia, tra cui l’Ippolito Nievo di Belluno, la Todesco di Padova, la Grava di Conegliano e l’Ungaretti di Spinea. «I ragazzi effettueranno i test, nella modalità di auto somministrazione, supportati dai tutor, che saranno una guida anche nell’elaborazione dei dati». Questo, per abituarli a un immediato futuro, cioè quello del prossimo anno scolastico, quando i test rapidi potrebbero diventare quotidianità.

Alle medie dovrebbero essere eseguiti 168 tamponi ogni 15 giorni, saranno 1.176 alla fine dell’anno. «Teniamo a rendere consapevoli i nostri ragazzi da un punto di vista civico, per insegnare loro come si può somministrare facilmente un test» spiega Palumbo. D’altra parte, con il timore di trovarci alla soglia di una terza ondata, le scuole sono sotto la lente di ingrandimento.

Il nuovo protocollo, attivato un paio di settimane fa, ha già consentito a 2.300 studenti di tornare subito in aula, accertatane la negatività, nonostante il contatto con un compagno positivo. Ciononostante, sono ben 1.702 gli studenti e 257 gli operatori risultati positivi dal 7 gennaio nelle scuole della regione, a cui aggiungere le 27.460 quarantene. Ancora, 1.421 gli “eventi” che abbiano comportato l’identificazione di un gruppo di contatti scolastici. I casi secondari riguardano soprattutto le scuole con gli studenti più giovani, dove la soglia di attenzione è più bassa e dove non si indossano mascherine. Negli istituti per l'infanzia, all'individuazione di un primo positivo ha fatto seguito il 33% delle volte una seconda infezione. Infine, fa riflettere che il 50.7% dei contagi derivi da un ambiente extrascolastico.—


 

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