Bonus centri estivi alla senatrice e consigliera: bufera sulla Lega

Sernaglia, 240 euro di ristoro all’ex sindaco Sonia Fregolent. Il bando non aveva vincoli. Imbarazzo nel partito e in Comune

SERNAGLIA. Un altro bonus, e un altro big leghista beneficiario. Stavolta è il ristoro centri estivi, che il comune di Sernaglia della Battaglia ha assegnato a Sonia Fregolent, mamma di un bambino che ha frequentato il servizio organizzato nel 2020.

Non proprio una cittadina qualsiasi, Fregolent: è senatrice, eletta nel 2018, è stata sindaco di Sernaglia per due mandati, dal 2009 al 2019, e tuttora siede in consiglio comunale.

Contributo di 240 € , praticamente un rimborso, delle spese sostenute. L’amministrazione comunale, guidata da Mirco Villanova, succeduto a Fregolent nel 2019, ha stanziato 2.244 euro, come da determina comunale 697 dello scorso 30 dicembre. La somma è stata liquidata, come alle altre 7 famiglie beneficiarie, il 21 gennaio: alla parlamentare, consigliere ed ex sindaco è andato poco più del 10% del totale.


Premessa doverosa. Fregolent, avvocato, master in management della sanità, funzionaria dell’ufficio legale dell’ex Usl 7, non ha violato alcuna norma, dal momento che il bando del Comune non prevedeva limiti e vincoli né di reddito né di Isee. Ma dicono che in municipio a Sernaglia,   quando hanno visto la sua domanda, e poi la determina, più di qualcuno sia sbalzato dalla sedia. E lungi dal restare chiuso in municipio, il caso è subito rimbalzato nella Lega, e sta suscitando tanta curiosità quanto imbarazzo.

Per il merito, per la “combinazione” e per il peso politico della Fregolent, non solo parlamentare ma da anni simbolo del fronte degli amministratori, e protagonista - come capofila dei sindaci leghisti dei comuni soci - della guerra legale in AscoHolding contro Malvestio, Marchetto e la cordata privata di Plavisgas.


È ancora freschissima, nella Lega trevigiana, la vicenda di Riccardo Barbisan, il consigliere regionale escluso in extremis (da Zaia e Fontana al K3) alle regionali per aver chiesto e ricevuto il bonus Inps di 600 euro per due volte, per quanto abbia devoluto subito entrambi gli importi: uno al fondo anti-Covid del Comune di Treviso, il secondo alla Pro Loco di Canizzano e San Vitale (il cui presidente, peraltro, scrisse una lettera per sostenere la candidatura di Barbisan).

Il nuovo caso è destinato a squassare nuovamente la Lega e gli ambienti politici.
Come nasce la vicenda? Il bando è stato varato dalla giunta Villanova lo scorso autunno, utilizzando parte dei fondi erogati dalla Regione Veneto all’interno del pacchetto “Prendiamoci cura” destinato a interventi per attenuare gli effetti della pandemia. Dei 4.500 euro giunti in Comune, la giunta - per venire incontro alle famiglie che avevano pagato una quota maggiorata nel 2020 per le maggiori spese di organizzazione (sanificazioni, dispositivi di protezione, rispetto delle norme anti-Covid) - ha deciso di investirne la metà sotto forma di contributi.
Il termine per la presentazione delle domande scadeva ai primi di dicembre, ed è stata presentata fra l’altro dalla senatrice nonché consigliere comunale.

I centri estivi 2020 sono stati frequentati da una quarantina di bambine e bambini del comune, ma solo una decina di famiglie ha chiesto il contributo, alla fine. E anche questo ha fatto sì che la quota procapite abbia coperto di fatto la spesa sostenuta.
Il contributo è stato deliberato il 30 dicembre, impegnando l’intero fondo di 2.244 euro. Nessuna domanda è stata esclusa. Poche settimane dopo, la liquidazione dei contributi individuali. Alle senatrice-consigliere come alle altre 7 famiglie.—
 

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