Flor: "Dopo 53 giorni di calo dei ricoveri si sta crescendo troppo con pazienti subito gravi"

Il direttore generale della sanità veneta lancia l'allarme: "Preoccupazioni sugli assembramenti e sulle attenzioni quotidiane"

VENEZIA. Segnali in peggioramento in Veneto. Dopo la discesa registrata dai primi giorni di gennaio sta cambiando la tendenza. “Il Dpcm che andremo a fare con il governo spero prenda in considerazione misure in aiuto alla nostra economia” ha detto Zaia. “La vaccinazione ci dice che i focolai degli ospedalieri si sono annullati o comunque molto ridotti. Bisogna proseguire in questo senso. Se a marzo arrivano 600 mila dosi non è male”.

“Dal 22 febbraio al 31 marzo abbiamo una fornitura di 610 mila dosi, quindi acceleriamo” ha aggiunto il direttore generale della Sanità Veneta, Luciano Flor “questo al netto di ulteriori arrivi. Si è interrotto il calo dei ricoveri e cercheremo di capire qual è la fonte di contagio".

"Gli ospedali ci dicono che arrivano parecchie persone da casa con sintomi già gravi" agiunge "E’ un segnale che non ci saremo aspettati. C’è un altro brutto segnale, da subito c’è stata la crescita in rianimazione. Nuovi ingressi superiori alle dimissioni. Dopo 53 giorni di calo questa crescita non va bene. Sono tanti. Si tratta di singole persone disperse nel Veneto. Preoccupazione verso gli assembramenti e sulle attenzioni quotidiane”.

La situazione del bollettino di oggi, martedì. 1062 positivi nelle ultime 24 ore con 37 mila tamponi (incidenza del 2,81 per cento). I positivi di oggi, martedì sono 22.297. I ricoverati sono 1255 in area non critica, più 46 (prima volta di risalita); terapie intensive più 3 (139). I deceduti sono stati 21.

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