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Tonnellate di rifiuti abbandonati in Veneto: ecco i nomi dei quattro rinviati a giudizio

Erano pagati dalle aziende per smaltirli secondo legge invece li depositavano dentro a capannoni o su piazzali. Documentati 17 trasporti abusivi

VENEZIA. Usavano capannoni e piazzali vuoti per riempirli di rifiuti che avrebbero invece dovuto smaltire altrove. Tonnellate di rifiuti classificati anche come “speciali”, derivanti da operazioni di frantumazione di scarti che contenevano carcasse di automobili, abbandonati in tre luoghi non autorizzati, e all’insaputa dei proprietari, nelle zone artigianali di Cologna Veneta (Verona), Rovigo e Remanzacco (Udine). Per questo ieri il Giudice per le indagini preliminari di Venezia, Francesca Zancan, ha rinviato a giudizio per traffico illecito di rifiuti quattro persone.

Davanti al tribunale di Verona, di cui è stata riconosciuta la competenza, dovranno comparire Tobia De Antoni, 42 anni, di San Vito al Tagliamento e poi residente a Fossalta di Portogruaro; Filippo Dionese (47) di Piombino Dese; Tiziano Bosetto (55) di San Bonifacio (Verona); Pietro Casali (37) di Rimini. Hanno invece deciso di patteggiare Simone Poliziani, veronese di 47 anni (pena di 6 mesi) e Gianantonio Meneghetti, 56 anni, originario di Castelfranco Veneto e residente a Lonigo (Vicenza) la cui posizione è stata però stralciata per questioni tecniche in attesa della definizione della pena.

Nomi in gran parte già noti nel settore del traffico illecito di rifiuti, e non solo. Tobia De Antoni infatti, con affari anche in Polonia, è recentemente stato condannato a 6 anni e 2 mesi per estorsione con aggravante mafiosa, nell’ambito del processo al clan Bolognino. È ritenuto essere uno dei picchiatori usati per riscuotere i debiti non saldati, a servizio di Mario Vulcano (condannato a 4 anni e mezzo nello stesso procedimento), che in Emilia rappresentava i Bolognino e la cosca Grande Aracri.

Proprio in questi giorni Andrea Zambon, avvocato di De Antoni, sta preparando l’appello su questo fronte. Ieri invece il 42enne De Antoni è finito nei guai per aver gestito e trasportato abusivamente rifiuti, trasportandoli tra ottobre e dicembre del 2018 in posti diversi da quelli prospettati alle aziende cui si proponevano, e del tutto privi delle autorizzazioni richieste. Nel complesso, nell’inchiesta coordinata dal sostituto procuratore Giovanni Zorzi, sono stati accertati 17 trasporti abusivi per un totale di quasi 500 tonnellate scaricate.

I membri del gruppo si presentavano alle aziende come rappresentanti commerciali della Metalsystem di San Martino Buon Albergo, gestita da Bosetto, e di altre società. E si facevano pagare per lo smaltimento regolare di rifiuti che invece poi abbandonavano. Nel sito di Remanzacco (via Oselin 24) di proprietà della società Astor di Milano, sono state trovate anche 12 lastre di cemento amianto. Nel procedimento si sono costituite parti civili la Regione Veneto, la Astor e anche Unicredit, proprietaria del capannone di Cologna Veneta. —
 

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