Covid, in Veneto i nuovi contagiati tornano sopra i mille al giorno

Piccolo campanello d'allarme anche dalle terapie intensive: più uno. Indice RT a 0,78. Domani il verdetto sulle zone a colori, Lombardia ed Emilia-Romagna rischiano l'arancione. Zaia: dovremmo restare in giallo

VENEZIA. Non succedeva dal 18 gennaio: in Veneto i nuovi casi di positività al coronavirus sono tornati a superare quota mille nelle 24 ore, per la precisione 1.042, per un tasso di incidenza sui tamponi (33.254) effettuati che sale al 3,13%

Un piccolo campanello d'allarme in un contesto tutto sommato ancora non emergenziale, come conferma il calo dei ricoverati in area non critica (meno 46, a 1.290) mentre tornano a crescere, sia pure di una sola unità, i ricoverati in terapia intensiva (oggi sono 135). 

Cresce, sia pure di poco, anche l'indice RT, che ora è di 0,78

Dati che dovrebbero confermare domani il Veneto in zona gialla, come ha anticipato il presidente della Regione Luca Zaia. Mentre potrebbero passare in arancione alcune delle regioni confinanti, come Lombardia ed Emilia-Romagna. 

Un contesto che tutto sommato rimane incoraggiante, quello del Veneto, dove dal primo gennaio è iniziata una discesa costante dei ricoverati per Covid e come conferma anche l'ultimo monitoraggio della Fondazione Gimbe, relativo alla settimana dal 10 al 16 febbraio. 

Certo, allarma anche in Veneto la riscontrata presenza delle varianti: ben 17, quelle sequenziate dall'Istituto Zooprofilattico delle Venezie, 4 delle quali considerate preoccupanti: la variante inglese, presente del 17 per cento dei tamponi effettuati, quella brasiliana (trovata in provincia di Padova e in provincia di Venezia) e altre due mutazioni che erano state segnalate in Francia e in Spagna all'inizio della seconda ondata. 

E poi c'è il problema dei vaccini che non arrivano: "Avremmo la capacità potenziale di farne una milionata al mese - dice Zaia - ma di questo passo riusciremo ad arrivare solo a centomila in trenta giorni". Di qui l'insistenza sull'ipotesi di andarsi a comprare "in proprio" milioni di dosi, con due trattativa in fieri con due intermediari che hanno proposto 27 milioni di dosi Pfizer e un'ultima offerta arrivata anche per il vaccino AstraZeneca. 

Parlando della fornitura proposta al Veneto da 27 milioni di dosi di vaccini anticovid, il presidente del Veneto Luca Zaia ha spiegato che «se siamo certi che sono vaccini e non è acqua distillata sarebbe quasi un reato non prenderli in considerazione».
«Se le grandi case si esprimessero in maniera più chiara avremmo risolto tutto in maniera più veloce. Le Big Pharma ci dicano se quello che viene distribuito fuori dal circuito europeo è o non è vaccino» ha poi concluso.  

 

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