Scuole sentinella, autotest alle medie, tamponi nei bar: ecco il sistema di biosorveglianza Covid in Veneto

Il dipartimento di Prevenzione della Regione Veneto ha presentato il nuovo protocollo di biosorveglianza Covid relativo ai giovani. Coinvolge le scuole medie e superiori, con tamponi settimanali e autotest, ma anche i luoghi di aggregazione extra scolastici: dai bar alle piazze dell'aperitivo, fino ai negozi. Ecco il dettaglio del piano

VENEZIA. L'obiettivo categorico del Veneto è tenere aperte le scuole. Come? Lasciando fuori dal portone di ingresso il Covid. Impossibile? Forse no, a fronte di un dispiegamento di forze di tracciamento e testing mai utilizzato fino ad oggi in nessun contesto scolastico.

Madre dell'iniziativa è Francesca Russo, capo del dipartimento di Prevenzione della Regione Veneto. Il modello da cui partire è quello della sanità dove, da quando è apparso il virus, è stato applicato un sistema capillare di monitoraggio. 

Ed ecco che a stretto giro, in collaborazione con l'ufficio scolastico regionale, verranno individuate le 15 scuole superiori "sentinella" dove far partire il sistema di biosorveglianza. Ma non finisce qui: nel progetto (cui collaborano le Usl provinciale e il sistema universitario veneto) coinvolge anche le scuole medie, in cui verranno somministrati i test fai da te (sotto vigilanza di personale formato).

Russo però è partita dal presupposto che le scuole non devono essere considerate il luogo del contagio: "Non vogliamo assolutamente far passare questo messaggio", ha affermato. Ed ecco che coinvolti nel progetto ci saranno anche i luoghi di aggregazione extra scolastici: le piazze dell'aperitivo, i bar, i ristoranti, sulla falsa riga dello studio di prevalenza eseguito dal professor Vincenzo Baldo, i cui risultati hanno dimostrato che in Veneto la diffusione del Covid nella popolazione è pari allo 0,3 per cento.

L'analisi dei contesti extra scolastici partirà lunedì 8 febbraio, per le scuole invece è necessario un passaggio in giunta regionale, che avverrà nel corso della prossima settimana. 

Ecco nel dettaglio il progetto (sottoposto anche al Cts) che partirà non appena la giunta del Veneto darà il via con delibera. 

Scuole sentinella. Verrà istituita  la rete delle scuole sentinella in analogia  con l’applicazione del metodo  sentinella per il monitoraggio di altre malattie (le trappole per la West Nile, i medici sentinella per l'influenza stagionale). Le scuole sono quindici, suddivise nelle sette province venete.

La costituzione della rete è in corso di definizione tra  Belluno, Padova, Rovigo, Treviso, Venezia, Verona Vicenza, per un totale di 15 scuole secondarie di secondo grado (tutte le classi e le sezioni della scuola).

Poi per le scuole medie saranno selezionate 7 scuole, una per provincia.

"Dalla prima alla quinta superiore noi testeremo gli studenti al ritmo di una sezione a settimana". Ovviamente l'adesione sarà su base volontaria con il coinvolgimento dei genitori.

Altro sistema verrà adottato nelle scuole medie, dove entreranno in scena i test fai da te, per l'autodiagnosi."Gli autotest saranno forniti agli studenti delle terze medie, una classe per provincia. Verranno somministrati con vigilanza di personale formato ogni due settimane". Perché l'autotest? "Potremmo essere costretti a dover convivere con questo virus a lungo", ha affermato Russo.

Isolamento e quarantena. Cambiano le regole anche sul fronte della quarantena: "Vogliamo fare in modo che i ragazzi possano rimanere in classe in assenza di focolaio. Di conseguenza, entro 72 dall’individuazione del positivo verranno eseguiti i tamponi, poi avverrà il rientro in classe, quindi verrà somministrato un altro tampone di controllo. Al contrario, se c’è un caso secondario la classe va in isolamento.

Nulla cambia nella comunità infantile, fino a 5 anni, dove se c’è un caso positivo si resta in classe. Il nuovo protocollo verrà adottato a partire dalla prima elementare, che non viene più assoggettata alle regole della scuola dell'Infanzia.
 
Test fuori dalle scuole: il nuovo sistema di biosorveglianza vuole studiare anche i contesti di socializzazione. I ragazzi che vanno al ristorante, al bar e nei negozi.
 
Il target è rappresentato dai giovani adulti fino ai 25 anni. "Vogliamo analizzare il contesto giovanile per capire se è la scuola che fa da detonatore o altri luoghi di aggregazione. Non è il posto dove ci si contagia, ma il comportamento: l'obiettivo è valutare quanto pesa l’ambiente frequentato rispetto all’innesco della positività".
 
Ed ecco che nelle piazze, fuori dai bar, compariranno i punti tampone. Tutto finirà in un sistema informatico di biosorveglianza che ha un obiettivo ambizioso: ricostruire le catene di contagio fino ad arrivare al caso indice, il paziente zero. "Contiamo di riuscire a produrre un bollettino settimanale che dia il polso del contagio tra gli under 25".

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