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Mario Draghi presidente incaricato: ecco tutti i legami con Padova e con il Veneto

Mario Draghi con la moglie, Serena Cappello

Il papà dell'ex presidente della Bce era della città del Santo, la moglie Serena è originaria di Noventa. E per due anni il professore insegnò al Bo (che gli ha dato la laurea honoris causa) 

PADOVA. Sono molti i fili che legano il professor Mario Draghi, 73 anni, presidente incaricato del Consiglio dei ministri, al Veneto e in particolare alla città di Padova. Padovana, per la precisione di Noventa, è la moglie, Serena Cappello, Serenella per parenti e amici, esperta di letteratura inglese, nobile di nascita poiché discendente della sposa del Granduca di Toscana Francesco de’ Medici, Bianca Cappello. La coppia è sposata dal 1973 e ha due figli, Giacomo e Federica

Si conobbero nella città del Santo quando, negli anni Settanta, il professor Mario Draghi insegnò macroeconomia per un paio di anni all'Università di Padova. L'università di Padova che ha poi ha conferito nel 2009 la laurea honoris causa in Scienze Statistiche all'insigne ex. 

Mario Draghi con la moglie in occasione di un ricevimento al Quirinale

Di Padova era anche il papà del professore, Carlo, entrato in Banca d'Italia nel 1922 per poi passare prima all'IRI di Donato Menichella e infine alla Banca Nazionale del Lavoro.

Mario Draghi è nato nella capitale, e la sua famiglia vive a Roma, anche se a Padova il professore tornava spesso, un po' più di rado da quando diventò presidente della Banca d'Italia prima, e presidente della Banca centrale europea poi. 

A Padova vivono i parenti della moglie, come il dottor Alvise Cappello, cugino della signora Serena e dentista di fiducia dell'economista.

La famiglia Draghi ha ancora una proprietà a Stra, in quella che era la villa di famiglia del padre, proprio in centro, dietro la chiesa, quasi su quella che adesso è la piazza del paese. Da ragazzo era qui che il giovane Mario Draghi passava parte delle sue vacanze estive. 

Una casa con la chiesa, la cappella dei Cappello: ed è proprio lì che nel gennaio del '73 Mario e Serenella si sposarono. Festa di nozze a villa Morosini Antonibon Cappello, viaggio di nozze niente. Il viaggio fu quello per andare a Boston, dove Mario si specializzerà e dove otterrà il PhD.

Un'altra casa i Draghi ce l'hanno in Umbria, a Città della Pieve, ed è lì che la coppia ha trascorso ad esempio il periodo del lockdown. 

Della famiglia Draghi fa parte anche un bracco ungherese, il cane a cui il presidente del Consiglio incaricato è molto affezionato e con il quale condivide buona parte del tempo libero. 

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La carriera Formatosi all'Università degli Studi di Roma "La Sapienza" e specializzatosi al Mit di Cambridge, Mario Draghi negli anni Novanta divenne alto funzionario del Ministero del Tesoro. Nel 2005 fu nominato Governatore della Banca d'Italia, prendendo il posto di Antonio Fazio. Dal 2011 al 2019 ha ricoperto la carica di Presidente della Banca centrale europea, durante la crisi del debito sovrano europeo, ambito in cui è diventata nota la sua frase del 2012 "Whatever it takes", per indicare che la Bce sarebbe stata pronta a fare tutto il necessario a preservare l'euro.

Mario Draghi riceve la laurea honoris causa a Padova nel 2009

La laurea honoris causa Solenne, misurato, sempre discreto e molto silenzioso. Così il Professor Francesco Favotto, all'epoca docente della facoltà di Economia dell'Università di Padova, ricorda Mario Draghi nel giorno del conferimento della Laurea honoris causa in Statistica, voluto dall'ateneo padovano nel 2009. Già all'epoca Draghi, ex governatore della Bce, aveva le movenze e la sobrietà tanto riconoscibili nei suoi interventi pubblici in qualità di presidente della Banca centrale europea. Una maestosità mista a noncuranza che, nell'ormai lontano 2009, non gli impedì di avvicinarsi con grande umanità agli studenti dell'Università di Padova. Un ateneo abituato a cerimoniali ben definiti, aveva ceduto il passo per una volta all'autorevolezza dell'uomo deciso a confrontarsi con i giovani studenti in modo semplice e diretto, abbattendo sovrastrutture e formalità inutili ad un confronto con le generazioni più fresche del mondo dell'istruzione.

Dopo la consegna della Laurea, avvenuta nell'Aula Magna intitolata a Galileo Galilei, Mario Draghi uscì dalla porta più piccola per raggiungere l'aula Nievo, gremita di studenti, ma lontana dagli occhi indiscreti di stampa e istituzioni. Draghi passò dunque dal clima solenne e ufficiale del conferimento, all'atmosfera vivace e interattiva del dialogo con ragazzi e ragazze ansiosi di avvicinarsi, porgli domande, ascoltarlo.

«Era un'occasione assolutamente irrituale - racconta Francesco Favotto, oggi professore emerito dell'Università di Padova -. In tali circostanze l'ateneo decide e consegna il titolo, e non è previsto alcun incontro con gli studenti. Il fatto che il Governatore della Bce si stesse confrontando con gli studenti in una conversazione a parte, lontano da stampa e dai rappresentanti istituzionali, fu un fatto assolutamente eccezionale».

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Una chiacchierata schietta e serena, ricorda chi fu presente, caratterizzata da una grande partecipazione da parte degli studenti: «Ricordo le sue frasi molto chiare nel sottolineare l'importanza del dato - dice Favotto -. L'attualità e la pandemia in atto dimostrano la necessità dei dati statistici come risorsa irrinunciabile per una lettura corretta della realtà e per le previsioni future. Il conferimento della Laurea honoris causa a Draghi ha contribuito a valorizzare e accreditare ulteriormente la facoltà di Statistica del nostro ateneo».

Tosi e i rapporti con Verona «È un galantuomo, che è un termine un po' arcaico, ma rende idea della figura di Mario Draghi». L'ex sindaco di Verona, Flavio Tosi, ricorda così il presidente del consiglio designato, che incontrò a Verona nel febbraio 2011, quando l'allora governatore della Banca d'Italia fu ospite d'eccezione al 17/o Forex, il grande congresso degli operatori finanziari organizzato dal Banco Popolare a Veronafiere.

«È una persona che basta parlarci assieme qualche minuto e ti rendi conto della grande professionalità e competenza». Tosi durante il congresso Forex ebbe un breve incontro con Mario Draghi: «Parlammo di conti che è sempre il grande tema di questo Stato. È una persona di altissimo profilo, che incute rispetto e timore solo parlandoci assieme».

In quell'occasione Draghi ebbe anche un incontro con i rappresentanti delle categorie e economiche, guidati da Paolo Biasi, all'epoca presidente della Fondazione Cariverona, e con i vertici di Veronafiere. «Ho un ricordo vivissimo - racconta il direttore generale dell'ente fieristico, Giovanni Mantovani -, poco dopo Draghi sarebbe diventato presidente della BCE e rammento che c'era un Samoter in allestimento. Camminando gli chiesi se era a conoscenza dell'attività della Fiera di Verona - sottolinea -e mi disse che la conosceva molto bene, avendo un forte legame con il Veneto dove passava anche le vacanze. Un legame - aggiunge -, legato in particolare all'agricoltura e al Vinitaly. Così lo invitai per l'inaugurazione di Vinitaly e mi disse che era molto attento della produzione vinicola, sia veronese sia veneta, conosceva bene i prodotti vinicoli del territorio. Anche se immaginava che di lì a poco i suoi impegni sarebbero stati difficilmente conciliabili, però mi chiede che gli inviassimo l'invito«.

»Parlammo dell'imminente Samoter (il Salone internazionale delle macchine movimento terra), disse che si trattava di una manifestazione molto imperante perché aveva a che fare con lo sviluppo, la crescita e questo sarebbe stato il cuore del suo intervento subito dopo al Forex. Erano i temi fondamentali in quel momento per il Paese, ma lo sono anche adesso«. »Di Mario Draghi ha il ricordo di una persona che dopo l'iniziale timore che poteva incutere era molto affabile, sensibile, attenta anche alla relazione interpersonale« conclude Giovanni Mantovani.

 

 

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