Covid, Zaia: ho ragionevoli speranze che il Veneto torni in zona gialla

La previsione del presidente che annuncia: abbiamo un Rt sceso a 0.62. Attesa per le decisioni del governo dopo il prossimo monitoraggio di venerdì 29 gennaio

VENEZIA. "Ho ragionevoli speranze che si possa tornare in zona gialla". L'ha detto il presidente del Veneto Luca Zaia annunciando ai giornalisti che l'Rt è sceso a 0.62, in base ai calcoli dei tecnici del Veneto. 

E' il ventisettesimo giorno consecutivo di calo della curva della pandemia in Veneto, dopo il picco della seconda ondata raggiunto il 31 dicembre 2020. Oggi i dati parlano di altri 2.385 contagiati ma Zaia precisa: è un dato falsato dal fatto che ora stiamo calcolando anche i positivi in base al test rapido senza conferma del molecolare e qui ci sono 1.200 positivi arretrati, a partire dal 16 gennaio. Le vittime delle ultime 24 ore sono 62

Continuano a calare i ricoverati, che ora sono 2.475: 2.185 in area non critica (meno 45) e 290 nelle terapie intensive (meno 7). 

«Questa settimana - ha detto Zaia  - la nostra è la seconda regione in Italia con Rt più basso. Auguro a tutti i colleghi delle altre che scendano, ho ragionevoli speranze che si possa arrivare alla zona gialla. Ci siamo comunque sempre rimessi all'Iss, nel bene e nel male. Sappiamo di aver fatto tre settimane di arancione, che sono per convenzione il periodo normale. Questo ci dà un segnale di speranza da un lato, e di preoccupazione. Ricordo - ha concluso - che virus sta facendo fare altalena a numerose nazioni».

Zaia ha parlato anche della scuola superiore che da lunedì 1 febbraio torna alle lezioni in presenza al 50 per cento. "Apriamo con preoccupazione, sia chiaro - ha detto - e ci facciamo il segno della croce. Vi annuncio che monitoreremo attentamente l'andamento della riapertura delle scuole superiori e speriamo che il 15 febbraio non si debba vedere un ritorno alla crescita della curva". 

Dopo la riapertura delle scuole superiori al 50% dal primo febbraio «non si chiude più, come previsto dal Tavolo dei Prefetti, poi dopo tre settimane si va al 75%, ovviamente se non cambia lo scenario epidemiologico. Io auspico - ha aggiunto Zaia - un rientro al 100%, il che vorrebbe dire che abbiamo risolto il problema. Ma non siamo noi che decidiamo, è il governo che lo ha deciso, giustamente, su basi scientifiche. E finché non cambia il decreto si resta al 75%», ha concluso.

Questione vaccini: "Dal primo febbraio dovremmo tornare a regime con le forniture". Intanto ieri sono arrivate 50 mila dosi. 

La settimana prossima la Regione Veneto presenterà i risultati di uno studio fatto dall’Università di Padova per valutare la reale presenza del virus della popolazione (non solo tra i contatti stretti di un positivo come oggi accade attraverso i tamponi). «Serviva un campione rappresentativo della cittadinanza - ha spiegato Zaia - con tamponi fatti a persone che non avevano nulla a che fare con il virus per capire lo stato di salute dei veneti rispetto al virus. Siamo gli unici ad averlo fatto. Il 2% dei positivi ce l’abbiamo perchè andiamo a tamponare mariti, mogli e figli dei positivi, ma l’incidenza nella popolazione sarà molto più bassa».

 

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