La pandemia blocca il calcio in Veneto. Il mister va ad allenare in Africa

Roberto Bassi con i ragazzi della sua accademia in Guinea

Il tecnico Bassi dell’Aqs Borgo Veneto è impegnato ora come formatore e consulente. «Con i campionati fermi, ho voluto trasformare il disagio in opportunità. Qui sono al sicuro»

BORGO VENETO. Lo sport in Italia si ferma, mister Siba no. Roberto Bassi, che tutti conoscono come Siba, ha fatto di necessità virtù: non potendo scendere in campo con il suo Aqs Borgo Veneto, ha deciso di volare in Africa e di coltivare quel progetto sportivo e sociale che porta avanti ormai da un decennio: formare e far crescere uomini-calciatori nei luoghi più dimenticati dal Continente Nero. 
 
Roberto Bassi ha 61 anni, è di Noventa Vicentina ma ha alle spalle una lunga carriera sportiva nel Padovano: ex giocatore semiprofessionista (anche con Avellino e Vicenza), da mister ha racimolato ben 8 promozioni e ha allenato tra le altre Castelbaldo e Casale di Scodosia, quindi ora è alla guida del Borgo Veneto in Prima Categoria. È uno dei tecnici più apprezzati nel panorama del calcio locale.
 
Tra le sue più importanti esperienze di vita e di sport c’è però la fondazione dell’Academie Football Madarom de Guinee. «Mi sono spinto nella Guinea forestale, andando ben oltre le città in cui solitamente si fermano gli osservatori», spiega Bassi, che nel suo impegno ha guidato anche la nazionale Under 17 della Guinea ai mondiali indiani del 2017. La sua creatura africana, oggi, conta 300 allievi e 7 allenatori. Ha formato atleti, tecnici, professionisti e soprattutto uomini capaci di vivere lo sport come professione e riscossa sociale. 
 
E l’Africa è ritornata nella sua vita anche ora che lo sport italiano ed europeo è fermo, a maggior ragione a livello dilettantistico: «Le opportunità si aprono quando meno te lo aspetti, anche a 61 anni quando magari si tirano i remi in barca e anche con una pandemia in atto».
 
A novembre mister Siba è volato in Benin, Africa occidentale, tra i 50 Stati più poveri al mondo. «Ho lavorato come direttore tecnico e come consulente del Djeffa Fc, squadra della massima serie del Benin», spiega Bassi. La squadra si appresta a cominciare la stagione e nei giorni scorsi ha vinto il torneo “De mise en jambes”, una sorta di pre-campionato. 
 
Dopo le settimane passate in Benin, mister Siba ha riposato ben poco: qualche giorno fa ha preso un altro aereo ed è volato in Nigeria. Per due mesi lavorerà come formatore sportivo per alcune società locali (di serie C e serie B), all’interno di un super-team (c’è anche Festus Adegboyega Onigbinde, che guidò la Nigeria ai mondiali del 2002 in Corea del Sud) che girerà il Paese - da sempre votato al calcio - anche grazie al supporto della Nigeria Football Federation.
 
Il suo tour è partito ufficialmente ieri con la prima lezione. «Ci tengo a precisare che non gioco d’azzardo e non sfido il virus» spiega il tecnico vicentino «Nei Paesi caldi il Coronavirus difficilmente prolifera. Qui il Covid quasi passa inosservato, soprattutto dopo i milioni di morti dell’Ebola e della Palu, come viene chiamata la malaria».
 
A stare chiuso in casa, e ad attendere l’ok del Ministero per riprendere lo sport, Bassi proprio non ci pensa: «A 61 anni non è che si vedano davanti decenni di sport, e io in testa ho ancora tantissime idee e moltissimi progetti. Qui per esempio mi sto confrontando con un’esperienza anglofona, tutt’altro che scontata visto che io parlo francese e che fino ad oggi ero stato solo in Paesi africani francofoni. Ho visto lo stop del Covid come un’opportunità, e le sta cogliendo al meglio». —
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