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Il Covid rispolvera i vecchi drive-in: a Noale panino, patate, birra e quattro chiacchiere dal finestrino

Successo per l'iniziativa del pub L'Olandese Volante. Il titolare: lo rifaremo, non per il guadagno ma per la necessità di non stare fermi

NOALE. C’è chi si arrabbia se qualcuno mangia nella propria auto. Tra rischio briciole, gocce di bibita e vedere qualcosa cadere sul sedile o sui tappettini, il proprietario mette in guardia i passeggeri dal non azzardarsi ad addentare neppure un cioccolatino.

Invece il Covid-19 ha rispolverato il vecchio drive-in, uno dei simboli degli Stati Uniti anni Cinquanta, dove si può ricevere il vassoio per mangiare proprio in auto magari godendosi un film. A Cesare Manchiaro, del pub L’Olandese Volante di Noale, è venuta proprio questa idea e l’ha realizzata giovedì 21 gennaio, dalle 18 alle 21, attirando sessanta clienti.

Niente grande schermo in piazza XX Settembre, niente pellicola da vedere ma i partecipanti hanno sfidato la pioggia e il freddo per gustarsi un panino, appunto, in macchina. «Vedendo l’inaugurazione di un fast food a Trebaseleghe» spiega «mi sono chiesto perché non provare anche da me. Ho interpellato i carabinieri per capire se c’erano problemi, mi hanno detto che potevo farlo e così giovedì ho lanciato la proposta».

La formula era semplice; un piatto fisso a 10 euro, comprensivo di panino, patatine e bibita (o birra) e consegna in piazza XX Settembre. Si poteva prenotare in anticipo oppure chiamare al momento e in pochi minuti arrivava il pacchetto con materiale compostabile.

Per farsi riconoscere si doveva dare un nome, il modello dell’auto e la targa, giungeva uno dei tre componenti dello staff de L’Olandese Volante, situato a poche decine di metri da piazza XX Settembre, e si cenava. Poi ciascuno prendeva i rifiuti e li gettava nei cestini. Le chiacchiere tra i clienti attraverso i finestrini aperti delle vetture.

Risultato? Zero assembramenti. «La clientela era eterogenea» continua Manchiaro «fatta di giovani ma anche sessantenni. Tutti hanno mangiato in auto, un paio di persone hanno fatto asporto e cenato in casa. Siamo soddisfatti; è vero, abbiamo incassato 600 euro ma tra spese varie il guadagno è stato di 200 euro. Ma pur di non stare fermi, ci siamo inventati questo. Se lo faremo ancora? Non so, potrebbe essere, ne devo parlare con gli altri due collaboratori. Ora per il fine settimana potenzieremo le consegne a domicilio in tutto il Miranese e zone attorno: non faremo pagare le spese di trasporto come sempre».

Tra gli entusiasti del drive-in di giovedì 21 c’è uno storico cliente del locale, Carlo Gardan, recatosi in piazza XX Settembre con una collega. «Abbiamo prenotato» racconta «e ci hanno serviti subito. È stata una serata simpatica, diversa dal solito. Ogni tanto si può anche mangiare in macchina, certamente mancano la vita del pub e il contatto. Ma se si ha testa, si possono fare le stesse cose precedenti al Covid-19».

Intanto Manchiaro non si ferma e ogni giovedì, dal 28 febbraio all’1 aprile, proporrà “Il giro del mondo in dieci sandwich”, con la possibilità di fare un percorso gastronimico tra i cinque continenti standosene a casa. Sarà un’iniziativa con consegna a domicilio, perché se in questi mesi non si possono ospitare clienti all’interno, qualcosa bisogna pur inventarsi.

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