L'editoriale / Il Rinascimento in ritardo

Le tre infermiere indossano guanti di lattice, zoccoli di gomma, mascherina. Sulla divisa  portano tre nomi. Moderna, Pfizer, Astrazeneca. Pacta sunt servanda, ma bisognerebbe leggerli questi patti

Le tre infermiere indossano guanti di lattice, zoccoli di gomma, mascherina. E una tutina verde smeraldo, quel colore inconfondibile: l’uniforme anonima della sanità. Nelle mani hanno un flacone e una siringa; sulla divisa  portano tre nomi. Moderna, Pfizer, Astrazeneca.

Su un muro di Barcellona è comparso questo trittico, opera di un italiano (TvBoy). La postura delle infermiere è la stessa delle Tre Grazie di Raffaello Sanzio, un capolavoro  senza tempo. L’arte corteggia i simboli e legge il nostro quotidiano,  i suoi abissi.

Per Raffaello, che ha fatto scorrere  il pennello su quella tela nel 1503, il mondo  dipendeva da modestia, bellezza e amore; oggi invece dipende dai vaccini. Ma il rinascimento è in ritardo.

Pfizer non mantiene le promesse  e la consegna è clamorosamente inferiore agli impegni presi. Luca Zaia ha parlato con la multinazionale e sembra nutrire qualche fiducia in più, per il futuro. L’Europa  confidava nella fornitura di Astrazeneca ma ora il vaccino di Oxford  annuncia che le  consegne saranno più scarse (il Guardian  parla addirittura di un -60%).

Nel  Galles settentrionale una fabbrica è finita allagata, ma per l’azienda questo non c’entra; i problemi sono, forse, in Belgio. Ursula von der Leyen lancia moniti in latino con un’espressione cara ai giuristi, “pacta sunt servanda”. Semplice: i patti valgono.

Magari bisognerebbe poterli leggere, questi patti. Perché se restano segreti, tutto si complica. Tanti europarlamentari da mesi chiedono di visionare i contratti e per ora hanno ottenuto solo  documenti secondari, pieni di cancellazioni su passaggi cruciali. Le tre infermiere  tengono stretti quei flaconi. Si abbracciano. 

Continuano ad aspettare.

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