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Jesolo, dall'influenza spagnola al Covid con il sorriso. Giovanna, 105 anni e tanta speranza

La signora Angiulli vive in casa di riposo a Eraclea. Ha perso in gran parte l'udito ma imparato a leggere i sorrisi: «Mi affido alla misericordia di Dio» 

LA STORIA. Negli anni Venti la Spagnola, oggi il Covid, in mezzo ben due guerre mondiali. Giovanna Angiulli ha appena festeggiato 105 anni alla casa di riposo “Anni Sereni” di Eraclea.

Ed è stata vaccinata (prima dose) contro il Covid in questi giorni, come tutti gli anziani nelle case di riposo. Giovanna non ricorda quando nel 1920 fu vaccinata per la Spagnola (era troppo piccola), tuttavia quegli anni erano difficili non solo per la pandemia.

La fatica, la fame, la paura di non farecela. Lei in tutti questi anni si è sempre affidata alla misericordia di Dio. Alla casa di cura di Eraclea, le feste di compleanno sono sempre vivaci, tra musicisti che hanno suonato in giardino, senza entrare in contatto con gli ospiti, dirette via Zoom da casa, e altre modalità a distanza.

Giovanna, di origine barese ma da tanti decenni residente a Jesolo, il 12 gennaio ha spento una candelina sopra una pastina al cioccolato, festeggiando davanti a fiori e a due album di foto regalatele dai nipoti da lei amatissimi, di cui uno interamente dedicato alle foto del suo centesimo compleanno.

La sua città di origine, Monopoli, torna sempre nei ricordi. Quando la nomina, le si illuminano gli occhi, anche se l’ha abbandonata, come tanti emigrati della metà del secolo scorso, per seguire l’amatissima sorella, alla cui famiglia si è dedicata con tutta se stessa, crescendo i nipoti come figli propri con la caparbietà, la tenace devozione delle donne di quella generazione, non manifestando mai il minimo interesse né necessità di creare una famiglia propria.

La sorella insegnante aveva seguito il marito militare, e con loro e i nipoti Giovanna ha vissuto proprio a Jesolo tutti gli anni del boom economico e i grandi cambiamenti dagli anni ’60 in poi, sempre pronta a seguire e indirizzare i bambini. Affetta da una potente ipoacusia, oggi, come tanti anziani nelle Rsa, ha perso l’udito e imparato a leggere i sorrisi dagli sguardi.

Con la mascherina non è più possibile, infatti, leggere il labiale. Come tutti, ha accettato di buon grado le regole sanitarie legate alla prevenzione della emergenza sanitaria in atto. E come molti anziani. paragona il Covid a una grande influenza. «Ora che è tempo di vaccini sono sollevata e contenta», ha detto, «come sempre la scienza e la medicina vincono sulle minacce della salute e del destino».

Ai tempi della Spagnola c’era già, piccolissima: non si ricorda molto, ma alza le spalle e ricorda comunque le tante esperienze faticose che ha vissuto nella sua lunga vita: «La mia generazione ha affrontato due guerre mondiali e alla fine oggi sono ancora qua, anziana e minuta, ma forte. Sarà come Dio vorrà». Chiude così la chiacchierata, con quello sguardo pieno di gioa quando cerca di comunicare con gli altri. E forte anche di aver preso la prima dose di vaccino, che le dà una speranza in più. Non ha mai perso la fiducia, Giovanna: tutto ciò che accade si possa affrontare con coraggio e determinazione. Con il suo bell’accento del Sud sottolinea «quanto sia importante essere disciplinati e misurati, in ogni cosa che si fa». —

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