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In Veneto arrivano i tamponi rapidi di terza generazione: quanto costano e dove farli

L'esito, sovrapponibile per precisione al test molecolare, arriva in meno di quindici minuti. Con le apparecchiature per il tampone di terza generazione inizia una nuova era per lo screening di massa, nel monitoraggio degli asintomatici. Ecco dove è possibile farlo e il costo del test

TREVISO. Esito in pochi minuti, sensibilità sovrapponibile a quella del tampone molecolare. Il Veneto fin dall'inizio della pandemia è sempre stato in prima linea sul fronte dello screening. Prima con i tamponi molecolari a tappeto (caso Vo'), poi i pungidito, quindi i tamponi rapidi per lo screening di comunità.

A meno di un anno dall'inizio della pandemia il Veneto apre al tampone rapido di terza generazione. Prima negli ospedali (per l'analisi sul personale)  ora anche nel privato.

A fronte di una riduzione del numero di contagi, vengono meno le code ai punti tampone delle singole Usl e aumentano di giorno in giorno le persone che, per i più disparati motivi, vogliono avere una fotografia dello loro situazione.

Quasi una forma di "autodiagnosi" prodromica al tampone fai da te, per il quale il Veneto sta attendendo l'autorizzazione.

COME FUNZIONANO. Si tratta di test a immunofluorescenza con lettura in microfluidica. Sono di fatto dei test semiautomatici che si somministrano come il tampone rapido di prima e seconda generazione (con il bastoncino infilato nel naso). I nuovi test rapidi di terza generazione rilevano qualitativamente la proteina nucleocapside della SARS-CoV-2 direttamente da campioni di tampone nasofaringeo.

DOVE FARLI. Nel  servizio sanitario pubblico è a discrezione dell'Usl, nell'ottica delle strategie di contenimento di Sars Cov2 indicate dal dipartimento di prevenzione, stabilire quale tipo di test debba essere somministrato alla persona di cui verificare la condizione clinica sul fronte Covid: prima, seconda, terza generazione di antigenico, molecolare a seconda che la circolazione virale sia ad alta o bassa prevalenza, in presenza di focolaio o meno, se il paziente sia sintomatico o meno. Ovviamente nel circuito del servizio sanitario regionale la somministrazione del tampone è gratuita, ma l'accesso non è libero.

NEL PRIVATO. Da mesi ormai i laboratori privati del Veneto si sono attrezzati per eseguire screening e diagnostica Covid. Ultimo in ordine di tempo è arrivato il tampone di terza generazione (dal 18 gennaio).

L'accesso è su prenotazione senza bisogno di impegnativa del medico di famiglia.

L'unico centro privato fino ad oggi a eseguire questo tipo di test, che il ministero della Salute ha definito diagnostico, non più solo di screening è il Centro di Medicina, che ha sede a Conegliano e ha strutture sparse per tutta la Regione Veneto e non solo. "Il campione viene processato con tecnologia FREND System (come adottato a livello regionale) in modalità semiautomatica permettendo così una maggiore precisione e velocità. L’esito è disponibile in soli 3 minuti. Il costo del test di terza generazione al privato è di Euro 45".

“Siamo stati i primi ad introdurre la tecnologia Abbott per i test sierologici nazionali ed ora che siamo accreditati dal portale della Regione del Veneto, essere in prima linea con la nuova metodica dei tamponi rapidi di terza generazione ci rende orgogliosi e ancor più fiduciosi che la lotta alla pandemia stia imboccando la strada dell’uscita dal tunnel. Insieme all’introduzione della vaccinazione, questa è l’arma fondamentale per debellare il Coronavirus”.
 
Così Vincenzo Papes, amministratore delegato del Gruppo Centro di medicina, accoglie l’arrivo delle nuove apparecchiature portatili per i tamponi rapidi di terza generazione che saranno a disposizione del network di strutture private e convenzionate. 
 
“Quello che vogliamo tutti è riprendere la normalità e chiudere il capitolo pandemia. È quindi opportuno procedere con test più specifici, facili e immediati da eseguire a costi sempre accessibili. – conclude Vincenzo Papes – Il protocollo di screening, come chiarito anche dalla Direzione generale del Veneto, continuerà ad essere quello in uso. I tamponi rapidi a fare da primo livello di screening ed il tampone molecolare PCR, come modello gold standard, a conferma delle eventuali positività”.
 
Le prime apparecchiature, di poco ingombro ma dall’alta tecnologia, saranno operative già dalla prossima settimana, a supporto delle 30 sedi del Gruppo: Castelfranco Veneto, Conegliano, Feltre, Ferrara, Marcon, Mestre, Montebelluna, Oderzo, Pieve di Soligo, Padova, Pordenone, Portogruaro, Rovigo, San Donà di Piave, Thiene, Treviso, Verona, Vicenza e Vittorio Veneto.
 
Altre unità saranno a disposizione della task force interna – creata ad hoc per lo screening Covid-19 – in aziende, organizzazioni, società sportive ed enti locali, coordinando l’attività sul territorio di 50 infermieri pronti a recarsi entro 48 ore sul luogo di lavoro per effettuare il tampone rapido di terza generazione.
 
A Treviso, insieme al Centro di Medicina, ora anche il presidio ospedaliero Giovanni XXIII di Monastier è pronto alla somministrazione anche del tampone di terza generazione. Monastier da aprile ha allestito un laboratorio di sicurezza per identificare le infezioni da Covid-19 «cercando di dare il proprio contributo», si legge in una nota, «al lavoro delle istituzioni sanitarie pubbliche e un supporto al ritorno di un vivere normale sconvolto da questo periodo.
 
Questa visione consente l’attività sanitaria di diagnosi e cura delle altre patologie che non sono scomparse ma convivono al virus e hanno estrema difficoltà nell’essere curate. Altro punto è dato dal supporto alle attività di lavoro, sia per aziende che individuale, sia le attività sportive».
 
Il Giovanni XXIII esegue test molecolari con ricerca di geni del Covid-19 e garanzia del referto entro 48 ore.
Ma sono appena arrivati appunto anche i tamponi rapidi a fluorescenza in fluidica: i tamponi rapidi di terza generazione. Sono già stati sperimentati e saranno disponibili all’utenza nei prossimi giorni.
 
«Anche questi rientrano nei limiti di performance richiesti. La processazione dei tamponi rapidi di terza generazione è diversa rispetto ai rapidi cromogenici classici: il cromogeno è letto direttamente dall’operatore, mentre per il fluorescente è necessaria una strumentazione per la lettura dell’emissione fluorescente presente nel laboratorio del Giovanni XXIII.
 
«Il tampone rapido fluorescente ha una percentuale di rilevabilità del virus molto vicina a quella del molecolare classico. Un’altra caratteristica», dice il dottor Luciano Pasini, responsabile del laboratorio analisi del Giovanni XXIII, «è quella che sia attraverso i molecolari sia attraverso i rapidi fluorescenti è possibile ricavare un dato relativo alla carica virale presente nel campione». 
 
«In questi mesi abbiamo visto una evoluzione tecnologica importante dei sistemi di rilevamento del virus. Costantemente informato dal nostro primario di laboratorio», dice Gabriele Geretto amministratore delegato del Giovanni XXIII, «ho dato indicazioni di provvedere all’acquisto di ciò che di più preciso e sicuro ci sia nel mercato per garantire un servizio alla comunità».—
 

 

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