Covid Veneto, dal 1° febbraio il vaccino agli over 75

Zaia include 223 mila nuovi soggetti in fascia prioritaria e “apre” all’acquisto di fiale cinesi e russe purché validate dall’Ema

VENEZIA. A dispetto degli sgambetti di Pfizer, il Veneto conta di concludere la somministrazione dei richiami urgenti entro la prossima settimana (assicurando così la copertura a 110 mila soggetti, tra personale sanitario e case di riposo) per avviare, a partire dal primo febbraio, la vaccinazione della popolazione over 75, secondo un criterio estensivo rispetto alla soglia degli ultraottantenni (360 mila) indicata dal piano originale. La circostanza estenderà la fascia prioritaria ad ulteriori 223 mila donne e uomini, pur trattandosi di una stima potenziale, condizionata dall’effettiva adesione alla campagna destinata a concludersi entro marzo.

È il programma indicato da Luca Zaia, fiducioso circa il rispetto degli accordi da parte della casa statunitense: «La compensazione tra regioni ci consente di garantire le seconde dosi, e quindi l’effetto immunizzante. Non abbiamo notizie di ulteriori tagli alle consegne, domani, in ogni caso, il commissario all’emergenza Arcuri ci aggiornerà in merito». In verità, si susseguono le indiscrezioni riguardanti criticità nelle forniture Pfizer (regolate da un contratto “secretato” dall’Ue) e al riguardo il governatore auspica un allargamento del mercato: «Mi risulta che il vaccino cinese abbia intrapreso l’iter per il riconoscimento Ema, tutti i farmaci autorizzati dall’agenzia europea vanno presi in considerazione, incluso il russo Sputnik se giudicato idoneo dagli scienziati. Mi auguro che in quest’ambito non si ripropongano le riserve di tipo politico e ideologico manifestate in occasione della campagna antinfluenzale». L’allusione corre al veto opposto dal ministero della salute all’acquisto di fiale brevettate da Pechino pur a fronte di un fabbisogno superiore all’offerta.


Tant’è. La lunga stagione dell’epidemia ha messo nudo la fragilità del Paese sul versante sanitario (dispositivi di protezione, macchinari, sostanze igienizzanti perfino) con un sistema sempre più orientato all’assemblaggio anziché alla produzione. Da qui la volontà di incentivare le imprese nostrane del circuito biomedicale, a cominciare dal fronte dei vaccini e in concomitanza con le difficoltà industriali manifestate da Pfizer: «Abbiamo ricevuto un paio di manifestazioni di interesse al riguardo», fa sapere Zaia «sul territorio ci sono aziende capaci di concorrere allo sforzo produttivo, previa licenza dal detentore del marchio, siamo disponibili a veicolarle attraverso la finanziaria regionale». Il cenno a Veneto Sviluppo non è casuale: il direttore della partecipata, Fabrizio Spagna, ha incontrato il governatore e l’assessore allo sviluppo, Roberto Marcato, concordando un’interlocuzione con i soggetti - Fidia Farmaceutici di Abano Terme, tra gli altri - partner virtuali nell’operazione.

Il dubbio: l’avvenuta copertura vaccinale di ospedali, ambulatori e istituti di riposo, comporterà la sospensione dei test periodici? «Niente affatto», replica l’assessore alla sanità Manuela Lanzarin «lo screening proseguirà inalterato». —


 

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