Ricoveri e contagi in discesa, ma tanti morti in Veneto. Dai medici l'appello all'Iss: "Fateci restare in arancione"

Venerdì nuovo verdetto, il capo della sanità veneta Flor come Schipilliti (Anaao): «Cautela necessaria». Mercoledì altri 101 lutti. «Significa che la zona rossa, istituita durante le feste, ha funzionato. Come ho sempre sostenuto» il giudizio del docente padovano Andrea Crisanti

VENEZIA. Calano i ricoveri, calano i nuovi tamponi positivi e cala il numero delle persone attualmente contagiate. Se è vero che tre indizi fanno una prova, il Veneto sembra avviarsi verso quella che, semplificando, si potrebbe chiamare “fine della seconda ondata”. Mercoledì tra le sette province si sono contati “solo” 1.344 nuovi casi, mentre è sceso a 54.667 il numero degli attualmente positivi. Una cifra così bassa non si registrava dal 12 novembre.

Per fare un paragone, appena il 3 gennaio, i casi attivi erano quasi il doppio: oltre 95 mila. «Significa che la zona rossa, istituita durante le feste, ha funzionato. Come ho sempre sostenuto» il giudizio, tranchant, del docente padovano Andrea Crisanti, che risponde al telefono direttamente dagli uffici della Procura di Bergamo, dove è stato ascoltato nell'ambito dell'inchiesta sulla gestione dell'epidemia.


Intanto, tornando a un ambito a noi più vicino, già venerdì è attesa una nuova “colorazione” dell’Italia. Esclusa la zona rossa - i dati non lo consentirebbero -, il futuro del Veneto potrebbe essere giallo o arancione da parte di Ministero e Cts. «La zona arancione mi sembra adeguata ai numeri attuali. Se torniamo in zona gialla, con la riapertura delle scuole, allora dobbiamo attenderci una ripresa dei contagi tra 15 giorni, tornando al punto di partenza» aggiunge Crisanti.

Preferisce la via della prudenza anche il direttore generale della sanità regionale, Luciano Flor: «La cautela è ancora necessaria. I contagi sono in calo, ma restano elevati. L’arancione consente di tenere la gente ferma» l’indicazione.

La diminuzione dei contagi ha avuto, tra gli esiti più felici, il crollo del numero dei posti letto occupati negli ospedali della regione. Solo ieri il saldo dei ricoveri, in area medica, ha fatto registrare un “-78” rispetto al giorno prima. In totale, ci sono 2.487 posti letto occupati tra i reparti “non critici” e 339 in Terapia intensiva.

Nei momenti di massimo carico, il 2 e il 3 gennaio, questi dati segnavano rispettivamente le vette di 3.032 e 403. «Abbiamo notato un lieve miglioramento nei reparti, perché non siamo più sotto pressione come a novembre e dicembre, ma le preoccupazioni restano. Non è assolutamente possibile affrontare una terza ondata» sostiene l’anestesista Massimiliano Dalsasso, presidente veneto di Aaroi-Emac.

«Il personale è sotto stress, provato fisicamente e psicologicamente. E ora dobbiamo recuperare moltissimi interventi. Tornare in zona gialla? Probabilmente avremmo dovuto chiudere prima. Meno il virus circola, meno posti letto si occupano in area medica e meno gente necessiterà della Terapia intensiva. Temiamo che le varianti in arrivo dall'estero e il brusco crollo dei controlli possano fare circolare il virus».

Concorda Mirko Schipilliti di Anaao. «Stiamo vedendo una riduzione del numero dei casi, però preferiamo sempre essere prudenti, non avendo certezze matematiche sull’evoluzione del contagio. Non stiamo comunque vivendo una situazione di normalità. Non possiamo pensare di abituarci ad avere un così alto numero di degenti Covid».

C’è un dato, però, che non accenna a calare. Il più terribile, quello dei decessi. Perché questa silenziosa guerra ha già strappato alla vita 8.336 persone solo in Veneto, 101 mercoledì.

«Le morti inizieranno a calare tra un paio di settimane» spiega Crisanti. Aggiungendo che, anche per notare i primi effetti della campagna vaccinale, sarà necessario del tempo. «I primi dati che arrivano da Israele, dove è stata vaccinata un quinto della popolazione, ci dicono che la prima vaccinazione ha come effetto una protezione piuttosto relativa, pari al 35/40%. Per questo non ci dobbiamo attendere molto da queste prime somministrazioni. Per vedere degli effetti concreti bisognerà attendere almeno il richiamo». —


 

Pancake di ceci con robiola e rucola

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi