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Bimbo positivo in classe, ecco un facile vademecum per i genitori: le sei domande e risposte

Coronavirus in Veneto: quarantena di dieci giorni per tutta la classe, didattica a distanza, test rapidi negativi per rientrare a scuola, isolamento per i genitori dei bimbi contagiati. Ecco come funziona

VENEZIA. Scuola sicura: è l'obiettivo che sottende l'ordinanza firmata dal governatore Luca Zaia lo scorso 4 gennaio. La nuova regola prevede principalmente l'immediata quarantena per l'intera classe e insegnanti alla registrazione di un caso di positività. La didattica continua a distanza.

Ma come si devono comportare insegnanti, alunni e genitori. Ecco un veloce vademecum ricavato dalle linee d'indirizzo che accompagnano l'ordinanza.

1) Alunno positivo in classe, che fare?

In base alla nuova ordinanza tutti i compagni,  gli insegnanti e gli altri operatori che hanno interagito con il bambino positivo vengono messi in quarantena. Le lezioni continueranno in didattica a distanza.

Rientrano tra i cosiddetti "contatti stretti" tutti gli alunni che hanno frequentato la stessa classe del bambino o insegnante positivo a partire dalle 48 ore precedenti l'inizio dei sintomi  o, se asintomatico, dalle 48 precedenti il test risultato positivo.

Sono contatti stretti anche coloro che hanno svolto attività in comune sempre dalle 48 ore precedenti sintomo o tampone rapido.

2) Quanto dura la quarantena?

Il periodo di quarantena è di dieci giorni dal contatto con il bambino o l'insegnante positivi. Allo scadere dei dieci giorni alunni e insegnanti dovranno sottoporsi al tampone rapido. Se il test darà esito negativo potranno tornare in classe. Se, durante la quarantena, qualcuno dei contatti stretti sviluppa sintomi legati all'infezione da Covid 19, dovrà rivolgersi al proprio medico curante che gli indicherà come comportarsi. L'organizzazione dei test di fine quarantena compete al referente Covid della scuola interessata.

3) Quale test per gli alunni? E' possibile rifiutarsi di farlo?

L'indicazione è di sottoporre i contatti stretti del positivo a un test rapido. Le linee guida della Regione prevedono la possibilità che ci si rifiuti di sottoporsi al tampone di fine quarantena. In questo caso per alunno od operartore scolastico il periodo di isolamento si allunga a quattordici giorni complessivi e la riammissione all'attività in presenza è subordinata all'assenza di sintomi.

4) Come si devono comportare i genitori?

Per i genitori di bambini positivi scattano obbligatori quarantena e tamponi. Per mamme e papà di "contatti stretti" non è invece previsto isolamento né è indicata la somministraziine del test, a meno che il figlio non sviluppi sintomi.

5) Cosa si deve fare nel caso in cui il contatto avvenga con un positivo al Covid ma al di fuori dell'ambiente scolatico?

Anche in questo caso scatta la quarantena al termine della quale ci si dovrà sottoporre a un test rapido. Il ritorno in classe è subordinato alla presentazione dell'attestato di fine quarantena redatto dal proprio medico o pediatra di base.

6) E se l'alunno o l'operartore scolastico rimangono positivi anche dopo la quarantena ma non presentano sintomi?

In questo caso la riammissione a scuola avviene dopo 21 giorni dall'inizio dei sintomi o dall'effettuazione del primo tampone positivo purchèsenza sintomi da 7 giorni. Non occorre attendere la negativizzazione.

Ecco il testo integrale dell'ordinanza con cui la Regione ha introdotto la quarantena obbligatoria per tutta la classe in caso di alunno o insegnante risultati positivi al Covid.

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