Flor: «I mille posti di terapia intensiva in Veneto ci sono dall’estate». Ben 191 morti: è record

Luciano Flor, segretario general della Sanità del Veneto

L’assessore Lanzarin presenta l’accordo con i farmacisti «Tamponi rapidi senza ricetta medica: costo 26 euro»

VENEZIA. I 1016 posti di terapia intensiva “fantasma” che inquietano il sottosegretario Achille Variati? «Ci sono tutti. Da agosto. Le porte sono aperte a chi vuole toccarli con mano. E troverà mille letti, mille ventilatori, mille monitor e mille pompe-siringhe. Abbiamo anche le terapie sub-intensive con i respiratori.

Il personale necessario? Lo sposteremo dalle chirurgie se sarà necessario. Mi sorprende che a sollevare simili interrogativi sia chi conosce l’iter parlamentare. Basta leggere bene i documenti depositati al ministero per fugare ogni dubbio. Ci auguriamo di non doverli mai attivare completamente quei 1.016 posti, perché ciò significherebbe la paralisi dell’intera attività ospedaliera, con 6 mila ricoveri Covid».

Luciano Flor si carica sulle spalle la responsabilità della gestione della pandemia: Luca Zaia ha abbandonato all’improvviso il punto stampa quotidiano per correre nel Trevigiano dopo le scosse di terremoto, e al microfono in vece sua si alternano l’assessore e il top manager della sanità, da una settimana in cabina di regia a Venezia.

Manuela Lanzarin aggiorna la statistica con i dati delle 8, i nuovi positivi sono 2.655: il 13,2% sui 20 mila tamponi molecolari che scende al 5,3% se si sommano i 30 mila antigenici. Il dato anomalo è quello dei morti: 191. Record della pandemia, che porta il conto totale a 6.298. Lo spiega con l’inserimento tardivo di malati deceduti nei giorni precedenti: contrattempi natalizi.

La vera notizia sta nel protocollo con le farmacie per il test rapido a 26 euro. «Si fa senza prescrizione medica, chiunque lo può richiedere a pagamento: il farmacista deve garantire un ambiente consono con personale specializzato. L’esito del test (positivo o negativo che sia) va caricato sul portale della Regione. Lo fanno già in Emilia, Lazio e Trentino», dice l’assessore, che parla del vaccino: oggi arriveranno 38 mila dosi Pfizer».

Il microfono passa a Luciano Flor che affronta tre temi: la gestione dei ricoveri e delle terapie intensive; lo screening con i tamponi rapidi e la zona gialla; il piano vaccini.

Il Veneto conta 90.365 positivi in cura domiciliare, cui vanno sommati i 2.678 degenti in ospedale e altri 366 in terapia intensiva. «Il monitoraggio dei reparti ci consente di stabilire con quali tempi e quante persone entreranno in rianimazione: ieri c’erano 50 postazioni libere e vanno gestite su scala regionale e anche nazionale. Se c’è un’emergenza-letti nel Veronese i ricoveri possono essere trasferiti magari al San Bortolo di Vicenza, meno sotto pressione. Il personale? Se riusciamo ad assumere nuovi anestesisti bene, altrimenti li trasferiremo dagli altri reparti». Basta per fugare i dubbi di Variati e Benazzato, segretario Anaao?

La querelle dei tamponi rapidi per calcolare il tasso di trasmissione della pandemia è sempre in attesa della circolare del ministro Speranza. In attesa del nuovo criterio, il Veneto resta in testa alla classifica nazionale con tassi di infezione tra il 20 e il 36%, anche se ieri è sceso al 13%. A sollevare dubbi sul contact tracing è anche il professor Andrea Crisanti, che ritiene poco affidabili i test antigenici e chiede maggiore attenzione per gli anziani delle Rsa.

Luciano Flor usa la diplomazia: «Non abbiamo mai nascosto i dati, se il professor Crisanti ha delle proposte alternative le metta nero su bianco e siamo disposti a discuterle sul piano operativo. Non possiamo superare i 20 mila test molecolari al giorno altrimenti l’esito arriva non dopo 36-48 ore ma in 72. Troppo tardi». E la zona rossa da prolungare fino all’11 gennaio come suggerisce il ministro d’Incà? Se ne riparlerà dopo l’Epifania, i 21 parametri sono valutati dal Cts di Roma e la classificazione in zona gialla, arancione o rossa non si tira a sorte ma è decisa da un algoritmo.

E i 191 morti che sono il record? «Il bilancio è corretto sul lungo periodo»: il Veneto con 6.300 decessi su 241 mila contagiati ha un tasso di letalità del 2,5% mentre in Lombardia è oltre il 5%». Ultimo flash sui vaccini: Flor non ritiene fondamentale una legge che imponga la profilassi a tutta la popolazione. «In Veneto si procede con 40 mila a vaccini a settimana, entro gennaio avremo immunizzato 180 mila persone».
 

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