Vaccino anti Covid in Veneto, Zaia: "Tempi maturi per il passaporto sanitario"

Il presidente della Regione Veneto  smentisce anche che in numeri assoluti il Veneto sia primo per contagi: "Noi da sempre facciamo un gran numero di tamponi rapidi. Che però, sulla base della circolare del febbraio scorso, non possono essere inclusi nella statistica"

VENEZIA. In  Veneto è pronta «una macchina da guerra vaccinale» e «abbiamo avuto una pre-adesione del 90%. Però credo che ormai i tempi siano maturi per un passaporto sanitario.
 
Il vaccino certamente è volontario, ma chi rappresenta un rischio per gli altri avrà dei problemi. Le compagnie aeree hanno iniziato a dire che vogliono passeggeri con la garanzia del vaccino, ma presto cominceranno a chiederlo le strutture ricettive, gli spazi per congressi e via dicendo. 
 
In  Veneto, certamente, potremo provvedere rapidamente: siamo stati la prima Regione a istituire un’analisi vaccinale che oggi è aggiornata e digitalizzata».
 
 
«Passiamo tutti i giorni per la regione con il maggior numero di contagi - aggiunge -. Il primo giorno che ci siamo presi il primato avevamo fatto circa 60 mila tamponi tra rapidi e molecolari. I contagiati erano 3.000, quindi il 5%. In quello stesso giorno, la regione che passava per la migliore della classifica aveva trovato 40 positivi su 400 tamponi. II che significa il 10%: il doppio».
 
 
E smentisce anche che in numeri assoluti il Veneto sia primo per contagi: «Noi da sempre facciamo un gran numero di tamponi rapidi. Che però, sulla base della circolare del febbraio scorso, non possono essere inclusi nella statistica. O meglio: i positivi sono contati, ma il loro numero viene caricato sui soli tamponi molecolari. Ma nei prossimi giorni, questo cambierà. II ministero ci ha inviato la bozza della circolare che sostituirà quella di febbraio; che include i tamponi rapidi.
 
La verità è che la nostra regione in ottobre aveva il 5% dei positivi sui test, in novembre e dicembre l’8%. Mentre la media nazionale è del 12,48%. Il tasso di positività oltre il 36% non esiste. Le faccio l’esempio del campo minato… II virus è davvero una mina. Lei si immagini un campo minato e lo divida a metà: in una parte si manda una sola persona a cercare le mine. Nell’altra si mandano 50 persone. In quale parte si troveranno più mine?».
 
E della vaccinazione di De Luca dice: «Io certamente mi vaccinerò. Ma soltanto quando arriverà il mio turno. Perché ogni vaccino che non arriva a chi ne ha più bisogno è un’opportunità persa»

Merluzzo al vapore al pomodoro e taggiasche, farro, cime di rapa alle mandorle

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi