Luce e gas: la guida per scegliere consapevolmente il nuovo fornitore

Il 2021 sarà l'ultimo di transizione. Ecco perché conviene passare subito al mercato libero

ROMA. Sono molte le domande sul mercato libero e il mercato tutelato della fornitura di energia e a molte cerchiamo in questa pagina di dare una risposta. Ce n'è una però cui nessuno è in grado di replicare: cosa accadrà, il 1° gennaio 2022, a chi non avrà ancora scelto un nuovo fornitore? Luce e gas continueranno a essergli erogati, ma da chi e a che prezzo? È il ministero dello Sviluppo economico a dover stabilire la procedura per la selezione del fornitore, con un decreto che tarda ad arrivare e contribuisce a creare incertezza. L'incertezza non fa bene al mercato, come scrive l'Antitrust in una lettera inviata quasi un anno fa al Parlamento, in cui auspica che il passaggio al mercato libero, per chi alla scadenza non avrà scelto un fornitore, si basi "su trasparenti meccanismi di asta competitiva, al fine di impedire che tali clienti vengano automaticamente assegnati sul mercato libero al loro attuale esercente". Cosa che, segnala l'Antitrust, accade già, "con condizioni peggiorative rispetto a quelle reperibili sul mercato". Il risultato è che il prezzo del mercato libero, oggi, è più alto della media del mercato tutelato. Dovrebbe essere il contrario. Solo una "struttura effettivamente concorrenziale", scrive l'Antitrust, "garantirà ai consumatori finali le migliori condizioni economiche".

La lunga transizione

È dal 2007 che l'Italia ha liberalizzato la vendita di energia elettrica e gas, ma è da allora che vive in un regime transitorio. I clienti più grandi (aziende e istituzioni) e una parte dei clienti più piccoli hanno scelto il loro fornitore nel libero mercato, ma circa la metà delle famiglie continua a rimanere nel mercato tutelato, dove le condizioni economiche sono stabilite dall'Autorità dell'energia, Arera. Avrebbe dovuto essere una fase di transizione, finalizzata a creare una concorrenza effettiva fra diversi fornitori, con offerte vantaggiose. Salvo nuovi rinvii, la transizione dovrebbe essere al termine.

La fine del mercato tutelato è fissata al primo gennaio 2022, con un'anticipazione al primo gennaio 2021, tra pochi giorni, per le piccole e medie imprese. I grandi clienti, aziende e istituzioni, sono passati al mercato libero da tempo. Gli altri non sono obbligati ad aspettare le due scadenze: possono cambiare quando vogliono. «Conviene farlo adesso - dice Paolo Cazzaniga, esperto di tariffe energetiche di Altroconsumo - Il mercato libero offre opportunità di risparmio economico». Scegliere, però, non è facile: quale offerta attivare? Con chi? Come comportarsi di fronte alle ripetute telefonate che riceviamo e che ci invitano a cambiare? Altroconsumo consiglia di farsi inviare il contratto e le condizioni economiche, prima di aderire. «Potremo così capire quali sono le condizioni applicate». La lettura non è sempre agevole, ma c'è una sezione un po' più facile, e molto importante, che è la scheda di confrontabilità, un prospetto che indica la stima della spesa annua dell'offerta proposta, escluse le accise e l'Iva, e la confronta con la stima della spesa sostenuta con la tariffa del mercato tutelato. «Questa scheda ci dà una prima indicazione della convenienza economica di quanto ci viene proposto». Per avere una seconda indicazione, più precisa, è fondamentale l'uso di qualche servizio di comparazione online.

 Il confronto fra tariffe

Il Portale Offerte, www.ilportaleofferte.it, è il comparatore istituzionale dove, compilando il proprio profilo, l'utente può capire quali sono le offerte più convenienti e analizzarne le caratteristiche. Nel profilo, indicherà il livello di potenza (in kW) disponibile, il tipo di contratto, a prezzo fisso o per fasce orarie, il consumo annuo medio. Altroconsumo offre un comparatore online, utilizzabile da tutti (www.altroconsumo.it/casa-energia/elettricita-e-gas). Ma online se ne trovano anche altri. «Il nostro servizio dà anche una valutazione di qualità, basata sulla soddisfazione dei clienti: la bolletta è comprensibile? Il servizio clienti è disponibile?», dice Cazzaniga. Per usare questi o altri comparatori, dobbiamo conoscere il nostro profilo di consumo, che è riassunto nella nostra bolletta. «Ogni bolletta contiene informazioni sui consumi fatturati e sui consumi di tutti i 12 mesi precedenti», spiega l'esperto. Solo una comparazione ci permetterà di trovare l'offerta più vantaggiosa e di risparmiare fino al 16%. Le più economiche sono le «offerte web based, con bollette ricevute via mail e addebiti automatici, su conto corrente o carta di credito», dice Cazzaniga. In media, come segnala il Garante della concorrenza, il mercato libero ha offerte più care del mercato tutelato. Nella sua lettera al Parlamento, l'Antitrust ne attribuisce la colpa, senza fare nomi, a quelle imprese che, avendo ricevuto dall'Arera l'incarico a vendere in condizioni di maggiore tutela, sfruttano il vantaggio reputazionale che gli deriva dall'incarico per contrattualizzare i propri clienti a mercato libero, «con condizioni peggiorative rispetto a quelle reperibili sul mercato».

Cautela e verifiche

La scelta deve essere consapevole, ragionata, e non è mai per sempre. Può capitare che un'offerta sottoscritta qualche anno fa non sia più conveniente. Cazzaniga consiglia «di controllare, almeno una volta all'anno, se il prezzo applicato è ancora in linea con il mercato». Chi trova di meglio, potrà esercitare il diritto di recesso. «Sceglierà un nuovo fornitore con una nuova tariffa e, senza doverlo comunicare al fornitore uscente, avvierà un processo di switch che, in genere, nel giro di due mesi lo porterà ad avere un nuovo fornitore». Se firmiamo un contratto, ma subito dopo capiamo di non essere convinti, avremo 14 giorni per esercitare il diritto di ripensamento, una possibilità concessa dal Codice del consumo. «Basta una comunicazione al fornitore, con una raccomandata, inviata all'indirizzo reperibile nelle "condizioni generali di fornitura", e il contratto non produrrà effetti, come se non fosse mai stato formulato», dice Cazzaniga.Infine, se non vogliamo cambiare fornitore ma qualcosa non ci convince, possiamo contattare l'azienda che fornisce il servizio chiedendo informazioni. Se qualcosa continua a non convincerci, possiamo presentare un reclamo, usando i recapiti suggeriti dal fornitore, che si impegna a rispondere entro 30 giorni.

 

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