Sanità, in Veneto si profila un rimpasto di direttore generali: non tutti saranno prorogati

Zaia è orientato ad alternare proroghe e rinnovi ai vertici delle aziende E per la successione a Mantoan spuntano Dario, Marcolongo e Flor 

VENEZIA. Si va profilando un rimpasto ai vertici della sanità pubblica. Il mandato dei 13 direttori generali scadrà il 31 dicembre e allo scopo sono già state definite altrettante “terne” di candidati reputati adeguati a reggere le nove Ulss territoriali, le Aziende ospedaliere universitarie di Padova e Verona, l’Istituto oncologico veneto e la governance Azienda Zero.

A definizione delle “rose” è opera di una commissione tecnica presieduta da Maurizio Gasparin (il dirigente dell’Area programmazione e sviluppo strategico della Regione) e composta, tra gli altri, dal presidente della Scuola padovana di medicina e chirurgia, Stefano Merigliano; gli esperti hanno attinto alle candidature (circa 150) pervenute a conclusione del bando nazionale di luglio - prolungato a ottobre causa epidemia - operando una progressiva “scrematura” culminata nelle proposte finali all’attenzione di Luca Zaia e dell’assessore alla salute, Manuela Lanzarin.

Al riguardo, nelle scorse settimane, è circolata con insistenza l’ipotesi di un “congelamento” dei mandati in corso, giudicato opportuna alla luce dell’emergenza Covid che sconsiglia cambi repentini e lo stesso governatore, interpellato sull’argomento, era parso possibilista.

Ora però fonti di Palazzo Balbi alludono ad una prospettiva “mista” che abbinerebbe la proroga (trimestrale) di alcuni direttori alla sostituzione di altri.

A suggerirla, si apprende, concorrerebbero sia criteri di valutazione professionale - non tutti gli uscenti hanno risposto alle attese - che le manifestazioni di disponibilità espresse dai singoli nel corso di colloqui a quattr’occhi. Altro capitolo investe la successione di Domenico Mantoan, per un decennio a capo della sanità nostrana e ora migrato a Roma, chiamato dal ministro alla direzione di Agenas, l’agenzia-braccio operativo del dicastero della salute. Per rimpiazzarlo è stato bandìto un avviso pubblico che ha quale termine ultimo il 9 dicembre.

L’elenco dei partecipanti non è noto, si sa però che include sia dg attualmente in servizio in Veneto che professionisti attivi in altre parti del Paese, sia nel pubblico che nel privato. A rendere più allettante l’incarico è valsa la legge proposta dallo stesso Zaia in avvio di legislatura e approvata in tempi record dal consiglio regionale , che aumenta da 166 a 244 mila euro lo stipendio del top manager dell’Area elevando a 65 anni l’età utile alla nomine.

Numerosi, manco a dirlo, i rumors circolanti a Venezia. Tra i più gettonati alla promozione - si vocifera - ci sarebbero l’attuale dg dell’Azienda di Padova Luciano Flor (a dispetto della clamorosa polemica innescata un anno fa contro Mantoan) nonché una coppia di veterani; Claudio Dario, già numero uno a Treviso e a Padova, ora al timone della sanità umbra con Luca Coletto; e Adriano Marcolongo, il cui curriculum, culminato al policlinico romano Sant’Andrea, comprende esperienze apicali a Nordest. Cavalli di ritorno, si dirà. Di razza però. —

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