Nuovo dpcm, Zaia: "Con il decreto sotto le feste il Veneto finisce in un semi-lockdown"

Il presidente Zaia: "Per territori di periferia come i nostri, con comuni medi di 5.000 abitanti, c'è una sperequazione anche di livello costituzionale nei confronti di Comuni metropolitani più estesi. Pensiamo a chi vive in città di 3 milioni di abitanti. E' un'assurdità"

VENEZIA. «Con questo Dpcm per il nostro territorio Natale sarà un simil-lockdown».

Lo ha sottolineato il presidente del Veneto Luca Zaia. «Ci sono due scenari - ha proseguito -: uno di natura umana, con la mancata ricongiunzione dei parenti se non abitano nello stesso Comune. Penso che questo aspetto per la Regione Veneto viene prima di tutti, e l'ho detto anche in Conferenza presidenti. Ci potevano essere mille altre soluzioni, magari giustificando il ricongiungimento familiare. L'altro aspetto è che per territori di periferia come i nostri, con comuni medi di 5.000 abitanti, c'è una sperequazione anche di livello costituzionale nei confronti di Comuni metropolitani più estesi. È più sicuro un Comune di 5.000 abitanti - ha concluso - che una metropoli di 3 milioni di abitanti dove tutti possono andare in giro».

Alle 2.30 di stanotte è arrivata la bozza del dpcm del governo Conte al Veneto. “Lascia non poche perplessità”, ha detto il presidente della Regione Luca Zaia.
 
“Il dpcm è talmente incisivo sugli spostamenti che hanno dovuto approvare un decreto legge”
 
Ecco cosa prevede:
 
Dal 21 dicembre al 6 gennaio nessuno spostamento fuori regione 
 
Nei giorni 25/26 dicembre e 1 gennaio divieto di spostamento al di fuori del proprio Comune
 
“E così i ristoranti dei nostri piccoli Comuni possono anche chiudere. Non dico loro di chiudere,ma chi ci andrà?”
 
Le scuole  invece dovrebbero aprire al 50 per cento dal 7 gennaio, con trasporti al 50 per cento
 

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