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Non solo sanità: a Nordest le mafie fanno affari ad ampio raggio grazie all’emergenza

Dossier di LIbera sul business della criminalità organizzata grazie al Covid: «La tempesta perfetta». Dai dispositivi di protezione alle Rsa da ristrutturare all’usura, ecco cosa sta accadendo nel report completo

PADOVA. Nello sbirciare l’uscita dal tunnel della pandemia è bene mettere in conto l’arricchimento e l’aumento di potenza delle organizzazioni criminali che starebbe avvenendo in questa fase.

“Da sempre le mafie approfittano delle crisi, si insediano nelle fessure della vita pubblica, trovano terreno fertile in una società diseguale, fragile, culturalmente depressa”: da questa consapevolezza parte l’accurato dossier sul radicamento delle mafie nel post Covid messo a punto da Libera e cucito sulla base di inchieste, informazioni di intelligence, analisi geopolitiche e sapiente presenza nei territori.


Secondo le informazioni dell’associazione antimafia, “le attività investigative di Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri e Guardia di Finanza insieme alle procure, le direzioni distrettuali e la Procura Nazionale Antimafia tra penali e amministrative, hanno portato all’apertura di oltre tremila fascicoli di indagine aperti, tutti con il codice Covid-19”.

Interessati quasi tutti i settori: dal turismo e ristorazione, dal settore sanitario a quello dei rifiuti, dagli appalti e all’energia, fino alla grande finanza. È noto, poi, l’interesse della camorra per il settore dei rifiuti, compresi quelli speciali, tra i quali rientrano quelli ospedalieri, di cui è prevedibile un forte aumento quale conseguenza dell’emergenza in atto.

Un campanello d’allarme significativo per i lavori di ristrutturazione ed ampliamento delle Rsa, che “dovranno essere riorganizzate, con conseguenti appalti da assegnare e materiale sanitario da approvvigionare, potrebbero suscitare interesse da parte dei clan”.

Il settore sanitario è ovviamente l’indagato numero uno, soprattutto nel settore dei farmaci, dei prodotti parafarmaceutici e medicali, dei corredi sanitari di protezione, di cui si sta registrando una forte richiesta. A nordest personaggi legati alla camorra già in passato avviarono la commercializzazione di mascherine di protezione, probabile che oggi siano già all’opera. In crescita l’usura, strumento principe secondo l’analisi di Libera, per riciclare i soldi e introdursi in nuovi business e nuovi territori.

D’altronde gli interventi di sostegno del governo, secondo l’analisi della Banca d’Italia, lascerebbero scoperti centomila imprenditori che potrebbero scegliere di rivolgersi alle mafie.

Così come sembra aver cambiato modalità e rotte, ma non aver subito particolari battute d’arresto il traffico di droghe. E nel prossimo futuro è alto il rischio delle organizzazioni criminali di mettere le mani sui fondi europei per la ripresa economica, quasi 209 miliardi di euro spettanti all’Italia del Recovery Fund, circa il 28% dei 750 miliardi di euro previsti dal Consiglio Europeo per gli Stati Membri.

“È più che mai necessario– conclude Libera– l’adozione di una strategia di prevenzione antimafia adattativa che tenga conto della necessità di non ritardare l’impiego dei finanziamenti per far ripartire l’economia”.

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IL REPORT INTEGRALE


 

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