Il 7 gennaio si potrà tornare a sciare, ma è una gioia a metà per gli operatori

La Svizzera va controcorrente e tiene aperti gli impianti, nelle Alpi Baveresi invece piste aperte dal 10 gennaio

BELLUNO. Si potrà tornare a sciare dal 7 gennaio. È quanto prevede la bozza del Dpcm che entrerà in vigore da venerdì e sarà valido fino al 15 gennaio. Certo che, assicurano gli operatori, con il blocco natalizio la perdita è molto elevata.

«Sono chiusi gli impianti nei comprensori sciistici; gli stessi possono essere utilizzati solo da parte di atleti professionisti e non professionisti, riconosciuti di interesse nazionale per permettere la preparazione finalizzata allo svolgimento di competizioni sportive nazionali e internazionali o lo svolgimento di tali competizioni. Dal 7 gennaio 2021, gli impianti sono aperti, agli sciatori amatoriali» con l'adozione delle linee guida di Regioni e Province autonome validate dal Cts.

Ecco come si comporta la Svizzera

«La Svizzera non reagirà alle pressioni di altri paesi» per chiudere le stazioni sciistiche durante le vacanze di fine anno come deciso da alcuni vicini: lo ha detto il ministro della Salute Alain Berset, secondo quanto riferisce il Guardian, mentre i tassi di infezione da coronavirus nel Paese restano «molto preoccupanti». Certo, ammette il ministro, «la reputazione della Svizzera potrebbe soffrirne se ci fossero improvvise epidemie in tutta Europa e altri dicessero che provengono dalla Svizzera». Il governo dovrebbe discutere domani il suo approccio per combattere la pandemia, che finora ha mantenuto il Paese relativamente aperto facendo affidamento sull'adesione dei cittadini alle misure igieniche per rallentare la diffusione del Covid-19.

Tutto chiuso nelle Alpi Bavaresi

Sono 20 i sindaci della regione alpina bavarese dell'Alta Algovia che hanno scritto una lettera di fuoco alla cancelliera Angela Merkel e al minstro-presidente della Baviera Markus Soeder contro la chiusura degli impianti sciistici durante il periodo natalizio e fino al 10 gennaio. Lo riferisce Bild. Anche l'associazione del turismo tedesco ha preso posizione contro la decisione di Berlino in un'analoga comunicazione al governo. «È sbagliato mettere sullo stesso piano gli sport invernali e le attività dopo-sci» ha detto il numero uno dell'associazione Norbert Kunz a Bild. «Mantenendo stringenti misure di igiene e rispettando le regole sulle distanze si potrebbero rendere possibili gli sport invernali anche con limitazioni» ha proseguito Kunz.

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