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Le scelte del Veneto nel Recovery Fund. Ecco il documento integrale del piano decennale da 25 miliardi

L’ha approvato la giunta regionale su richiesta del Governo. Tutti i progetti sulle 13 aree tematiche, dalla sanità alla mobilità, dalle Olimpiadi al rischio idrogeologico. Ristori fascia gialla: 20 milioni da Roma alle attività colpite.

VENEZIA. La salute non ha prezzo ma, per risollevarci dalle macerie sociali ereditate dalla pandemia, le belle parole non basteranno. Nell’attesa messianica del Recovery Fund, il Governo ha accolto, in via di principio, la richiesta delle Regioni di accedere ad una parte delle sospirate risorse europee, sollecitando al riguardo la presentazione di dettagliati programmi di investimento.

Così, quatta quatta, la Giunta del Veneto ha deliberato un Piano regionale per la ripresa e la resilienza che all’acronimo (Prrr) non proprio felice abbina un’accurata definizione di obiettivi prioritari, percorsi progettuali, cronoprogrammi, valutazione di costi e benefici.

Un po’ visione di ampio respiro, un po’ libro dei sogni (si sviluppa in 460 pagine), il documento persegue il «rilancio e riposizionamento del Veneto per i prossimi dieci anni» a fronte delle sei “missioni strategiche” indicate dal Parlamento il 13 ottobre 2020.

Allo scopo il Piano individua 13 macro-progetti, per un ammontare di 24,984 miliardi di euro (cifra del tutto teorica in assenza di certezze circa l’ammontare dei finanziamenti) che privilegiano crescita e valorizzazione del capitale umano; energia sostenibile; inclusione sociale; infrastrutture per la competitività; infrastrutture per l’attrattività turistica e culturale; innovazione; mitigazione del rischio idrogeologico; Olimpiadi invernali Milano Cortina 2026; rafforzamento, innovazione e digitalizzazione delle istituzioni pubbliche; recupero e risanamento ambientale; resilienza sanitaria; gestione risorse idriche; conversione eco-sostenibile del sistema della mobilità. Suddivisi per priorità - il 62% «indispensabile» (15,425 miliardi), il 38% «necessario» (9,559) - i focus si articolano a loro volta in più progetti di dettaglio, per un totale di 155 schede. Si vedrà.

Più concrete, pur se assai meno ambiziose, le prospettive di indennizzo economico ventilate a Luca Zaia in mattinata, nel corso dell’audioconferenza con i ministri Francesco Boccia (affari regionali) e Roberto Speranza (salute). In discussione, l’indennizzo statale alle regioni in fascia gialla, laddove a frenare ulteriormente le attività sono intervenute ordinanze volte a contenere la minaccia del Covid.

«Ci è stato promesso un fondo complessivo pari 250 milioni, a noi ne spetteranno una ventina», le parole del governatore. Confermate a distanza dal deputato Diego Zardini, lesto a precisare che il “decreto ristori quater” eroga al Veneto il 7,95% dei contributi totali, pari a 19,865 milioni: «La Regione dovrà accelerare i tempi di assegnazione entro il 31 dicembre. Nel caso non fosse in grado di spendere i fondi assegnati dal governo, in tutto o in parte, dovrà restituirli al bilancio dello Stato», avverte il dem.

A proposito di quattrini: il Natale sulla neve si allontana dal radar governativo, con tanti saluti al lavoro e al reddito dell’economia montana... «La richiesta minimale è quella di garantire lo stipendio ai lavoratori e di risarcire le imprese, non attraverso bonus o mance ma secondo una percentuale calcolata sul fatturato 2019. Noi abbiamo proposto di consentire l’accesso agli skipass a quanti soggiornino in albergo o nelle seconde case ma non ci spero molto. La concorrenza dei Paesi confinanti? Sarebbe una beffa, Boccia ci ha assicurato che il premier sta operando affinché anche la Svizzera, l’Austria, la Slovenia e la Francia mantengano chiusi gli impianti durante le festività. Speriamo che la diplomazia italiana non ruzzoli lungo la pista... ».

Ultimo capitolo. Stamani governatori e ministri si ritroveranno a discutere il fatidico Dpcm, atteso entro la mezzanotte di giovedì e destinato a scandire su più versanti l’immediato futuro: «È un percorso da fare insieme, con spirito di leale collaborazione, evitando decisioni calate dall’alto e atteggiamenti irresponsabili. Viceversa», conclude Luca Zaia «ci faremo molto male».

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Piano Regionale per la Ripresa e la Resilienza (PRRR)

Il seguente Piano Regionale per la Ripresa e la Resilienza (PRRR) costituisce un piano di rilancio e riposizionamento del Veneto per i prossimi dieci anni rispetto alle sei aree “tematiche” denominate Missioni   dalle   Linee   Guida   approvate   dal   Parlamento   il   13   ottobre   2020: digitalizzazione, innovazione  e  competitività  del  sistema  produttivo;  rivoluzione  verde  e  transizione  ecologica; infrastrutture  per  la  mobilità;  istruzione,  formazione,  ricerca e  cultura;  equità  sociale,  di  genere  e territoriale; salute. Il piano individua i seguenti 13 macro-progetti, per un ammontare di 24,984 miliardi di euro:

  1. Crescita e valorizzazione del capitale umano;
  2. Energia sostenibile;
  3. Inclusione sociale;
  4. Infrastrutture per la competitività;
  5. Infrastrutture per l'attrattività turistica e culturale;
  6. Innovazione;
  7. Mitigazione del rischio idrogeologico;
  8. Olimpiadi invernali Milano Cortina 2026;
  9. Rafforzamento, innovazione e digitalizzazione delle istituzioni pubbliche;
  10. Recupero e risanamento ambientale;
  11. Resilienza sanitaria.
  12. Gestione risorse idriche
  13. Conversione eco-sostenibile del sistema della mobilità

Ecco di seguito il documento integrale con tutte le schede



 

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