Sci, Zaia: con Austria e Svizzera che aprono rischiamo di fare la figura della periferia dimenticata

Sulla questione dell'apertura delle piste il presidente del Veneto insiste per una rapida decisione da parte del governo: "Per me prima di tutto viene la salute. Se si decide di chiudere, certezza sui ristori". Poi i chiarimenti sui bar: "Gestori non punibili se dimostrano di controllare sul rispetto delle regole" 

VENEZIA. "Sulla questione dell'apertura o meno della stagione dello sci, io penso che prima di tutto viene la salute". Così il presidente della Regione Veneto Luca Zaia nel punto stampa quotidiano sulla pandemia da Covid 19, dalla sede della protezione civile a Marghera. 

«Davanti alle notizie che si rincorrono, la Svizzera che riapre, l'Austria pure, tutto questo ci fa fare figura della periferia, dei dimenticati», ha detto Zaia. «Abbiamo chiesto - ha aggiunto - una convocazione con i ministri Speranza e Boccia, ho parlato con Bonaccini, Toti e Kompatscher per avere un confronto su Dpcm, siamo disponibili a tutte le ore, sul rinnovo del Dpcm e per discutere la partita della neve». 
 
«Se spegniamo lo sci dalla montagna invernale scompare tutto perchè è economia ma anche tenuta sociale. La salute viene prima di tutto ma faccio appello al Cts perchè guardi con attenzione le nostre linee guida, implementi magari con qualche osservazione ma senza getti via il bimbo con l’acqua sporca. Se si decide di chiudere ci vuole la certezza dei ristori».
 
«La montagna ha solo due problemi - spiega Zaia -: l'assembramento all'impianto e il trasporto. I rifugi sanno già quale è il rispetto delle regole, sono come i ristoranti». 
 
"Chiaro che se si decide di tenere chiuso, occorre certezza sui ristori", ha ribadito Zaia. 
 
NUOVA ORDINANZA E CHIARIMENTI Affiancato dall'avvocato Franco Botteon, capo dell'Avvocatura regionale, Zaia ha fornito una serie di delucidazioni sull'ordinanza regionale di lunedì, con particolare riferimento al tema dei bar, ristoranti e negozi, specie dopo le proteste dei commercianti sul rischio di incorrere in pesanti sanzioni in caso di inosservanza delle regole da parte dei clienti. 
 
 
L'EPIDEMIA Il presidente ha fornito come sempre i dati sull'andamento dell'epidemia in Veneto nelle ultime 24 ore. Ci sono 2.583 pazienti ricoverati negli ospedali, il che determina un posizionamento in "fase 5" del Piano straordinario di sanità pubblica. Sono 2.660 i nuovi positivi, per un totale di 130.076 dall’inizio dell’emergenza ad oggi. Continua a crescere il numero dei positivi ricoverati in area non critica (2.529, +77 rispetto a ieri) e in terapia intensive (324, +4). Sono 77 i decessi registrati nelle ultime 24 per ore per un totale di 3.428 deceduti dal 21 febbraio ad oggi.
 

Pancake di ceci con robiola e rucola

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi