«Il governo Conte ha garantito i ristori alla totalità dei negozi»

Il nuovo decreto prevede gli indennizzi anche per tutti gli operatori che hanno dovuto chiudere la loro attività nel week end 

venezia

Basterà quel miliardo e mezzo di euro che il ministro Gualtieri ha recuperato nel decreto “Ristori 3” per risarcire le attività economiche bloccate dal lockdown 2 in Veneto? Se i primi pagamenti a bar e ristoranti sono già stati avviati dall’Agenzia delle Entrate, è altrettanto evidente che la coperta è drammaticamente corta. O meglio, la cassa del Mef è vuota perché il governo ha già stanziato 100 miliardi di euro, con la copertura della Bce che ha garantito gli acquisti dei titoli di stato per l’extra deficit dell’Azienda Italia.


All’orizzonte si profila un vero paradosso: il Veneto, che con il Lazio ha il primato dell’efficienza sanitaria, rischia di restare a mani vuote con i ristori del lockdown2. Il motivo è chiaro. Negli ultimi dpcm il governo Conte ha privilegiato le zone rosse e arancioni come Lombardia, Piemonte e Campania dove la chiusura delle attività commerciali, bar e ristoranti scatta tutta la settimana. Il Veneto invece con la zona “gialla plus” ha chiuso le medie strutture di vendita, gli ipermercati monomarca solo nel week end e i piccoli negozi alla domenica. Il consiglio dei ministri di ieri sera ha affrontato il tema sotto due profili: quello giuridico con la estensione dei codici Ateco delle attività economiche “oscurate” nella zona gialla plus che godranno di un capitolo ad hoc. L’altro profilo è quello economico, con 1,5 miliardi che si sommano ai 5,4 del “Ristori 2”. Difficile dire quanti ne verranno assegnati al Veneto: i bar e ristoranti sono 550 mila in Italia e il meccanismo del rimborso è legato ai codici di attività in base al fatturato dichiarato nel 2019.

Nella consueta conferenza stampa, il presidente Luca Zaia ha fatto capire che si sta profilando una soluzione.

«Nell’ultimo incontro con i ministri Boccia e Speranza ho portato l’istanza dei territori che hanno firmato provvedimenti restrittivi non governativi. Il Presidente del Consiglio aveva detto che sarebbero stati accompagnati da provvedimenti di ristoro. Ieri il Governo ha rassicurato, i soldi arriveranno. Ho sempre dato per assodato che per le ordinanze adottate dai presidenti regionali, essendo d’intesa con il ministro della Salute, ci sarebbero stati i ristori. Noi abbiamo chiuso i negozi di domenica e i centri commerciali nel fine settimana, penso si debba pensare a un ristoro», ha concluso.

Resta aperta la questione della sospensione dell’ Imu e il rinvio dell’Ires al 2021, misure che scattano solo per le zone rosse. Venezia reclama a gran voce un trattamento analogo e secondo Zaia per i ristori «alle città d'arte occorre una disciplina che prescinde da colore dell'area. Quando chiudi un centro commerciale non ha alcun valore che sia in zona rossa, arancione o gialla. Venezia è senza turisti e come città d’arte deve ottenere un risarcimento totale». —



© RIPRODUZIONE RISERVATA

Focaccia integrale alla farina di lenticchie

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi