Delitto Isabella Noventa, la Cassazione condanna a 30 anni i fratelli Freddy e Debora Sorgato. Sedici anni alla Cacco

Manuela Cacco, Freddy Sorgato e Debora Sorgato

Diventano definitive le pene per uno dei delitti più efferati della città. Confermata in pieno la decisione della Corte d'Appello 

PADOVA. La prima sezione della Corte di Cassazione ha deciso confermando la sentenza d'Appello. Quindi le pene per i protagonisti sono definitive. Trenta anni di carcere per Freddy Sorgato, 50 anni camionista-ballerino ed ex fidanzato della vittima e per la sorella Debora Sorgato, 48enne di Camin, frazione di Padova, considerata l’esecutrice materiale del feroce delitto commesso a colpi di mazzetta sul capo, salvo poi strangolare Isabella con una corda intorno al collo e infilarle un sacchetto di plastica in testa per evitare spargimento di sangue.

Sedici anni e 10 mesi per la 57enne veneziana Manuela Cacco, l’ex tabaccaia veneziana di Camponogara rivale in amore della segretaria, chiamata a rispondere insieme ai complici di omicidio premeditato e di soppressione di cadavere, con un ruolo più defilato, ma anche di stalking nei confronti di Isabella e di simulazione di reato.

Si chiude così in via definitiva il caso giudiziario tra i più seguiti in Italia negli ultimi anni, il feroce omicidio di Isabella Noventa, l’impiegata 55enne di Albignasego inghiottita nel nulla la notte tra il 15 e il 16 gennaio 2016 dopo una serata in pizzeria con l’ormai ex fidanzato Freddy, e mai più ritrovata. Nemmeno da morta. Tuttavia per la Giustizia italiana non solo Isabella è deceduta ma è stata anche uccisa. E' stato il gioco allo scarica barile ieri nell'ultimo e definitivo grado di giudizio.

Perso per perso, tutti i protagonisti hanno cercato di salvare il salvabile e minimizzare il danno. Così la difesa di Freddy ha cercato di tirarsi fuori dall'accusa di omicidio volontario premeditato azzardando (al massimo) un reato a suo carico di favoreggiamento e occultamento di cadavere; Debora ha incolpato la Cacco del delitto e della sua ideazione; quest'ultima ha continuato ad accusare l'ex amica e l'ex fidanzato. Non è servito a granché .

Il 9 ottobre 2018 la Corte d’assise d’appello di Venezia aveva confermato in pieno la sentenza di primo grado nei confronti del terzetto killer.

Confermato un risarcimento di 900 mila euro per la famiglia Noventa e di 100 mila per l’ex marito Piero Gasparini. In primo grado le condanne erano state pronunciate il 22 giugno 2017 dal gup padovano Tecla Cesaro al termine di un giudizio abbreviato che per legge prevede lo sconto della pena di un terzo. Soddisfatte le parti civili presenti in aula: il fratello della vittima Paolo Noventa tutelato dall’avvocato Stefania Lazzaro; in aula anche il penalista Ernesto De Toni che assiste Piero Gasparini, l’ex marito separato che aveva mantenuto un rapporto d’affetto con Isabella (era stato l’ultimo a sentirla al telefono pochi minuti prima dell’incontro con Freddy).

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