Coronavirus, che cosa sta succedendo in Veneto e a Nordest: i dati delle ultime due settimane e l'impennata della curva

UDINE. La progressione è chiara. Basta guardare l'aumento dei casi diagnosticati settimana dopo settimana, e quello dei ricoveri, per vedere che la situazione non è facile. Così tanto che anche oggi il presidente della Regione, Luca Zaia, ha chiesto ai Veneti di usare sempre la mascherina. La situazione a Nord Est rispecchia fedelmente l'andamento a livello nazionale che aiuta a capire l'evolversi dell'infezione.

IL GRAFICO: CONTAGI NEL NORD EST


La progressione riguarda non solo le diagnosi. Ma anche i ricoveri negli ospedali, in sofferenza soprattutto per la pressione sui pronto soccorso. «I contagiati da coronavirus sono 8 volte di più di 21 giorni fa, la progressione dell’Rt determina un raddoppio ogni settimana. Ogni numero vale più di mille parole».

Così il commissario Domenico Arcuri in conferenza stampa. «Il 21 marzo c’erano 6.557 contagiati, quel giorno morirono 793 italiani. Fino a quel giorno il 9% dei contagiati era morto e solo l’11% guarito. Fino a ieri, invece, il 6% dei contagiati purtroppo non c’è più, ma il 47% è guarito - ha aggiunto Arcuri -. A marzo il 52% dei positivi si curava a casa, ieri il 95%. Il 7% era in terapia intensiva, ieri lo 0,6%. Siamo in un altro mondo, prima il virus correva più forte di noi, correva e uccideva. Ora lo inseguiamo e lo colpiamo». «Stiamo vivendo un nuovo dramma, ma per affrontarlo dobbiamo capire quanto è diverso», ha affermato.

FOCUS

 

La situazione in Friuli. Ancora tanti segni più nel monitoraggio dell’epidemia da Covid-19 in Friuli Venezia Giulia. Più contagi, più decessi, più ricoveri. E anche la notizia di un bimbo di soli due mesi, ricovertato all’ospedale di Tolmezzo a causa della febbre, è stato trovato positivo al coronavirus e trasferito al Burlo di Trieste. In regione sono stati rilevati 468 nuovi contagi (sui 5.659 tamponi eseguiti) e cinque decessi da Covid-19. Le persone risultate positive al virus dall'inizio della pandemia salgono quindi a 9.610, di cui: 3.151 a Trieste, 3.552 a Udine, 1.839 a Pordenone e 977 a Gorizia, alle quali si aggiungono 91 persone da fuori regione.

La situazione in Veneto. La nostra regione supera di slancio la quota psicologica dei 50.000 infetti Covid dall’inizio dell’emergenza, registrando in 24 ore altri 2.537 contagi. Un aumento che porta il dato complessivo a 52.309 da febbraio. Lo afferma il bollettino della Regione delle 17, che tiene conto delle ultime 24 ore. L’impennata della diffusione del virus mostra conseguenze anche sul numero dei ricoveri ospedalieri, sono 876 quelli nei reparti non critici, e nelle terapie intensive, 112 (di cui quattro negativizzati).

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Gli attuali positivi sono 24.655. Del totale di 876 ricoverati in area non critica i negativizzati sono 100, mentre sono 4 tra i 112 pazienti in terapia intensiva. I soggetti in isolamento domiciliare salgono oggi a 16.918, dei quali 7.512 positivi al virus. La provincia con il numero più alto è Treviso, 5.178, seguita da Vicenza, 4.651 e Padova 4.619. Dall’inizio dell’epidemia, il 21 febbraio scorso, le persone che hanno contratto il SarsCov 2 e si sono poi negativizzate sono 25.273.

FOCUS.

Come spiega Gianpiero Dalla Zuanna, il tempo di raddoppio dei ricoverati Covid-19 in terapia intensiva, in Italia come nel Veneto, è oggi di 11-12 giorni. I ricoverati in terapia intensiva in Italia erano 586 il quindici ottobre, sono diventati 1.284 il ventisei ottobre; in Veneto erano 40 il quindici ottobre e sono diventati 76 il ventisei ottobre. Questo tempo di raddoppio in Italia è pressoché costante ormai da una decina di giorni, mentre in Veneto è purtroppo diminuito nel corso dell’ultima settimana, a indicare un’accelerazione del ritmo dei contagi superiore a quella nazionale.

Se questo ritmo di crescita non diminuirà, nel giro di un mese il numero di ricoverati in terapia intensiva, sia nel Veneto che in Italia, supererà abbondantemente quello di fine marzo.

La situazione in Italia. In Italia siamo nel cosiddetto Scenario 3, descritto alla Camera dal premier Conte nel corso del Question Time in cui ha affrontato i provvedimenti del governo contenuti nell’ultimo Dpcm e nel Dl ristori, rispondendo a interrogazioni su scuola, esercizi pubblici e protezione di posti di lavoro.

 

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