Nuovo dpcm, ecco come arriveranno gli indennizzi per chi chiude: cosa sappiamo

Per il decreto sugli  indennizzi il Governo confida di andare in gazzetta già martedì. Si vuole replicare il meccanismo degli indennizzi a fondo perduto erogati dall’Agenzia delle Entrate in basei al calo del fatturato

VENEZIA.  «Per il decreto sugli  indennizzi confidiamo di andare in gazzetta già martedì». Lo ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte spiegando il nuovo Dpcm. Il nuovo decreto del presidente del Consiglio ha messo in allarme le categorie del Veneto, che hanno già annunciato che molte aziende rischiano di non sopravvivere al secondo lockdown, anche applicato in maniera soft.
 
GLI INDENNIZZI. Nel decreto, che dovrebbe essere firmato martedì 27 ottobre, dovrebbero poi trovare spazio i risarcimenti per le attività che saranno oggetto di restrizioni o chiusure, in primis bar e ristoranti, ma la platea potrebbe alla fine riguardare anche palestre e il comparto dello spettacolo e del cinema. 
 
Il governo valuta di replicare il meccanismo degli  indennizzi a fondo perduto erogati dall’Agenzia delle Entrate legandoli al calo del fatturato ma il nodo resta quello delle risorse e pertanto potrebbero essere inserito qualche ulteriore paletto.
 
BONIFICO IN CONTO CORRENTE. «Il Governo ha varato uno sforzo straordinario e urgente per fermare il virus. È uno sforzo che ci impegna tutti, nessuno escluso. E chi viene penalizzato riceverà aiuto in tempi rapidissimi e con modalità semplificate - è il commento del Sottosegretario all'Interno con delega agli Enti Locali, Achille Variati, al nuovo DPCM»
 
Quella tracciata è l'estrema linea di difesa prima di dover arrivare a un vero e proprio lockdown, come in altri Paesi si sta già vedendo. Anche grazie all'esperienza di primavera, e ai progressi negli studi degli scienziati, si è articolato un piano che cerca di tenere in funzione quante più attività possibili, di fatto la stragrande maggioranza, penalizzando quelle a maggior tasso di interazione sociale e interpersonale.
 
E che prova a ridurre la pressione su comparti, come quello del trasporto pubblico, dove il mantenimento delle distanze si è rivelato impossibile con i numeri attuali. In aggiunta alle misure già varate, contiamo che determini quel rallentamento del contagio contro cui stanno combattendo tutti i grandi Paesi europei e mondiali. In questo sforzo di contenimento ci saranno attività molto penalizzate, da quelle della ristorazione allo sport e al benessere, al mondo della cultura e dello spettacolo dal vivo.
 
Chi soffrirà perdite riceverà aiuti in tempi rapidissimi con procedure dirette, bonifico bancario nei rispettivi conti correnti con procedure più semplici di quanto è avvenuto in passato. Ma questa - conclude Variati - è una grande battaglia, che richiede da parte di tutti responsabilità, collaborazione, serietà«.
 
I NUMERI DELLA CRISI A mettere in guardia è anche la Cgia: un nuovo lockdown sarebbe il «ko definitivo» per l’artigianato. Nei primi 6 mesi di quest’anno, secondo l’associazione di Mestre, le imprese del settore sono diminuite di 4.446 unità; facendo scendere il numero complessivo presente in Italia a quota 1.291.156. Sia nel primo (-10.902) che nel secondo trimestre del 2020 (+6.456) i saldi sono stati tra i peggiori degli ultimi 10 anni, a conferma che l’artigianato, come del resto tutte le attività di prossimità, non è stato in grado di reggere l’urto dello shock pandemico.
 
E secondo i calcoli del Centro studi di Unimpresa, i settori del commercio e del turismo, maggiormente penalizzati, valgono quasi 198 miliardi di euro in termini di Pil e ogni giorno di lockdown può arrivare a costare almeno mezzo miliardo di euro di prodotto interno lordo.
 
Il grido d’allarme delle imprese rende sempre più urgente un intervento per indennizzare i settori che saranno più colpiti dalle misure restrittive 
 
LA CIG Nel nuovo dl anti-Covid, il quarto, che avrebbe una dote di partenza di circa 4-5 miliardi, sarà rifinanziata la cassa integrazione e dovrebbero essere inseriti i ristori per i settori più colpiti in attesa del fondo ad hoc da 4 miliardi previsto nella legge di bilancio.
 
Come ha spiegato il ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo, il governo punta a finanziare la Cig per altre 10 settimane, per garantire una copertura fino al mese di gennaio alle imprese che esauriranno il sussidio da metà novembre.
 
La nuova tranche di cig di 8 settimane per i primi mesi del prossimo anno sarà poi finanziata con i 5 miliardi previsti in manovra per un totale di 18 settimane di proroga.
 
E si sta valutando di allungare al 31 gennaio, in corrispondenza con la fine dello stato di emergenza, il blocco dei licenziamenti, proposta respinta dai sindacati che hanno minacciato lo sciopero e richiesto l’intervento di Conte.
 
 

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