L’Alligatore di Carlotto nel Veneto crepuscolare: tutto sulla serie tivù

Matteo Martari nei panni dell’alligatore

Dal 25 novembre la serie tratta dai romanzi dello scrittore padovano: otto puntate in onda su Rai 2 e anticipate su Rai Play:«Ritrovo l’atmosfera dei miei libri, Io interpreto un portiere di notte»

PADOVA. È un Veneto crepuscolare, dalle notti piovose, le mattine avvolte nella nebbia, le città grigie e le lagune deserte, quello che fa da sfondo alle avventure dell’Alligatore, personaggio nato dalla penna dello scrittore padovano Massimo Carlotto e trasposto nell’omonima serie televisiva dai registi Daniele Vicari ed Emanuele Scaringi per Rai Fiction e Fandango.

Le riprese all'aviosuperficie di Bagnoli

Le otto puntate, finite di girare tra le province di Padova e Venezia nel febbraio scorso, giusto prima del lockdown, andranno in onda a coppie per quattro serate dal 18 novembre su Rai Play e dal 25 novembre su Rai 2, dopo un’anteprima aperta al pubblico domani alla Festa del Cinema di Roma per la sezione “Alice nella città”.

“Alligatore” è il nome d’arte del giovane cantante Marco Buratti, interpretato dall’attore veronese Matteo Martari, che patisce sette anni di ingiusta detenzione, uscendo dal carcere (nella realtà l’ex carcere di Padova, ora Castello Carrarese) con un’esistenza sdrucita quanto il suo giubbino in pelle.

Il regista Daniele Vicari

Questo è il primo sguardo su di lui e questa la prima immagine della serie, pubblicata in una clip video sul sito e sui social del nostro giornale, che evoca negli occhi tristi e nell’atteggiamento apparentemente dimesso ma spiritualmente fiero, l’iconografia del bello e dannato riferibile al genere crime contemporaneo (pensiamo al Matthew McConaughey della serie cult americana “True Detective”).

Così inizia la fiction "L'alligatore" tratta dai romanzi di Carlotto

Questo ritorno al mondo e alla sua vita, che non saranno per forza di cose più gli stessi, viene narrato con una trama intricata quanto basta per catturare l’attenzione dello spettatore e permettergli però di dipanare i fili degli eventi piano piano, entrando nel degrado umano dei personaggi e nella corruzione di una Padova claustrofobica, che ben interpreta l’atmosfera noir del romanzo “Le verità dell’Alligatore” (E/O editrice, 1995) di Carlotto, che ha collaborato alla sceneggiatura firmata da Andrea Cedrola e Laura Paolucci.

Tornando alla storia, l’Alligatore si guadagna da vivere indagando per conto di un’elegante avvocatessa, sui guai del suo cliente Alberto Magagnin, conosciuto in prigione, e trova la complicità di un altro ex compagno di cella, Beniamino Rossini. L’improvvisato investigatore cerca così di darsi un’altra possibilità, consapevole però che fare i conti con il passato è inutile e doloroso, come lo è cercare l’amore impossibile per la sua ex, Greta (Valeria Solarino), che lo ha lasciato accusandolo di aver tradito la sua fiducia e di aver distrutto il loro sodalizio musicale e sentimentale. In una sopravvivenza anfibia l’Alligatore deve tenere insieme mondi opposti, quello sommerso e quello fuori dall’acqua, il vero e il falso delle cose, ciò che è giusto con ciò che è sbagliato.

Oltre a Rossini, spietato contrabbandiere dalla mira infallibile, che ama le notti sensuali e la danzatrice del ventre Sylvie, entra nella gang anche Max detto “La Memoria”, un giornalista underground che, insieme alla sua donna Marielita, combatte contro il degrado ambientale, rischiando la propria e l’altrui incolumità per denunciare i malviventi che inquinano. Vicende accolte in varie suggestive location, individuate con la collaborazione della Film Commission padovana, che, oltre agli esterni nel centro storico di Padova (con un’incursione all’Orto botanico), ha portato le riprese anche nella zona rurale della provincia e sui Colli Euganei, mentre i paesaggi lagunari sono quelli dell’area jesolana più brulla e periferica, perfettamente sintonizzata con i momenti da far west, gli agguati improvvisi e le sparatorie a due mani.

***

Carlotto. «Ritrovo l’atmosfera dei miei libri, Io interpreto un portiere di notte»

Massimo Carlotto

L’autore padovano si dice soddisfatto per la trasposizione:: «Un ottimo cast e un ruolo nuovo per la fidanzata Greta»

Non è a Roma per l’anteprima, ma Massimo Carlotto la serie dedicata al suo Alligatore l’ha vista e ne è soddisfatto.

È sempre difficile passare dal romanzo alla serie. Si riconosce nel lavoro fatto?

«Sono molto contento, perché credo che il passaggio dal romanzo alla serie sia stato interpretato in modo corretto. C’è una distinzione netta tra romanzi e serie, ma le personalità artistiche intervenute, dagli sceneggiatori, ai registi a tutti gli altri hanno compreso lo spirito dei romanzi».

Quindi l’Alligatore c’è.

«Ci sono le atmosfere dei miei libri, ci sono i miei personaggi e mi piace come è stato raccontato il territorio. Ovviamente sono state rimescolate un po’ le carte. Ci sono alcuni personaggi, come Giorgio Pellegrini, che qui compaiono sin dalla prima storia, mentre nei romanzi non è così. E c’è un personaggio nuovo, la fidanzata storica dell’Alligatore, Greta, che compariva marginalmente in “La verità dell’Alligatore” a cui invece è stato dato molto più spessore per restituire la complessità del personaggio dell’Alligatore».

È anche tra gli sceneggiatori. Avete usato le storie dei romanzi o le avete riscritte?

«Per le 4 serate abbiamo usato tre romanzi. Le prime tre serate racconteranno ognuna la storia di un romanzo in due puntate da cinquanta minuti. La quarta serata è una storia in parte riscritta che tira le fila del racconto orizzontale. È venuta naturalmente man mano che scrivevamo».

La scelta degli attori funziona? Li immaginava così l’Alligatore, Max la Memoria, Beniamino Rossini?

«Sono molto convincenti, perché è stato fatto un grande lavoro nella scelta, ma anche perché loro si sono completamente calati nella parte».

Nei libri la musica ha un ruolo particolare. Nella serie?

«Anche, la musica di Teho Teardo è una sicurezza. In ogni storia ci sarà un gruppo blues diverso che accompagna la vicenda. Suonerà anche uno dei personaggi del romanzo, il sassofonista Maurizio Camardi».

E comparirà anche lo scrittore.

«In una delle puntate faccio una piccola parte, quella del portiere di notte di un albergo malfamato». —


 

Focaccia integrale alla farina di lenticchie

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi