I prof dell'Università di Padova difendono Crisanti dall'attacco di Palù: "Ma quale zanzarologo"

"Il concetto di “zanzarologo” è prima di ogni altra cosa sbagliato, ed è stupefacente che provenga da uno scienziato". Ecco le durissime parole del professor Ursini, scienziato e decano dell'Università

PADOVA  La premessa è d'obbligo. C'è chi studiando le zanzare ci ha vinto il premio Nobel, ma - si sa - le parole assumono un peso differente a seconda del contesto in cui vengono pronunciate e soprattutto a seconda di  chi le pronuncia.
 
Ed ecco che dare al prof Crisanti dello zanzarologo in tv (l'appellativo l'ha coniato il prof emerito del Bo Giorgio Palù) ha scatenato la controffensiva dell'Università di Padova, che si è schierata in difesa dell'ideatore del modello veneto anti- Covid.
 
I progressi della Medicina, si sa, avvengono sovente per scontri all'interno della comunità scientifica. Spesso volano stracci tra i sostenitori di tesi contrapposte.
 
Finché d'un tratto (più o meno lungo) l'evidenza scientifica dà ragione al sostenitore di una delle ipotesi sul piatto, talvolta diametralmente opposte.
 
Ebbene, in tempi pre pandemici, le baruffe scientifiche erano per lo più sconosciute all'opinione pubblica. Stavano chiuse nei convegni, nelle pubblicazioni, fuori dal circuito dei media. Qualcuna approdava sui giornali, ma erano faccende da esperti.
 
Il Coronavirus ha sconvolto tutto. Ed ecco che in tv ci vanno i virologi, non più i politici. Come diretta conseguenza il dibattito scientifico ha un nuovo palcoscenico: la televisione, la radio, il web.
 
Gli esperti si scontrano, si smentiscono, non se le mandano a dire. 
 
Quando il microbiologo del Bo, Andrea Crisanti, ha paventato un nuovo lockdown a fronte dell'aumento dei contagi, il suo predecessore alla guida della Microbiologia padovana, Giorgio Palù, professore emerito del Bo, gli ha dato dello zanzarologo in televisione (riferendosi, in modo ritenuto dai più spregiativo, ai suoi studi sulla malaria)
 
Ed ecco che arriva la lettera dei colleghi di Crisanti contro le dichiarazioni di Palù. Non se la prendono tanto per lo "zanzarologo" che tanto ha colpito l'opinione pubblica (diciamo che i virologi hanno tutti i giorni a che fare con gli insetti vettori, zecche, zanzare che siano), ma quanto per la definizione di "allievo" 
 
Ecco qui la lettera aperta, composta e precisa, con cui Fulvio Ursini, Ordinario di Chimica Biologica,
Decano del Dipartimento di Medicina Molecolare del Bo, risponde a Palù
 
"Abbiamo assistito in questi giorni ad un violento attacco riportato dai media al prof Andrea Crisanti del DMM da parte del prof emerito Giorgio Palù, attualmente in quiescenza.
 
L’accusa che lui rivolge a chi considera un suo “allievo” è di non aver competenza per operare nell’ambito della virologia e quindi della pandemia da SarsCov2. Questo senza peraltro argomentare rigorosamente su specifici fatti, dati, inadempienze o errori.
 
Le accuse, pur formulate da uno scienziato meritevole di onore e rispetto, necessitano di un pubblico chiarimento, soprattutto verso i Media, affinché possano trasmettere un’informazione corretta anche dal punto di vista accademico.
 
Per prima cosa, Il prof Crisanti non è un allievo del prof Palù, né questa natura di “allievo” gli può derivare dall’esser stato chiamato dal DMM (dipartimento di medicina molecolare dell'Università di Padova).
 
È’ il DMM che ha deciso, sentendo ovviamente anche il parere del prof Palù, di chiamare il prof Crisanti per le sue specifiche competenze nell’ ambito della genetica delle popolazioni e le tecniche di gene drive, fondamentali per operare nella profilassi della Malaria ma ovviamente espandibili a svariati aspetti della ricerca biomedica. 
 
In secondo luogo, La competenza scientifica non può essere deducibile dal modello animale studiato. Insetti, roditori o pesci sono lo strumento quotidiano di tutti noi che operiamo in biomedicina.
 
Il concetto di “zanzarologo” è prima di ogni altra cosa sbagliato, ed è stupefacente che provenga da uno scienziato. 
 
È inoltre inammissibile scientificamente che si voglia generare un monopolio culturale sulla area complessiva della pandemia da parte di chi autoreferenzialmente se ne ritiene titolare sulla base di un curriculum in cui son presenti lavori su virus.
 
Ad un’area della complessità della pandemia da SarsCov2 ha dovutamente diritto di partecipare qualsiasi scienziato competente nel portare un contributo, dal fisico teorico all’intensivista. Nel caso specifico, la competenza nella dinamica delle popolazioni non può che aver dato un supporto fondamentale all’operato del prof Crisanti.
 
Bisogna sottolineare che il lavoro sulla pandemia, coordinato dal prof Crisanti ed integrato da una squadra internazionale di collaboratori, è stato immediatamente pubblicato da Nature e costituisce un modello operativo tra i più riconosciuti con cui oggi a livello globale si cerca di arginare la pandemia. In altre parole è una indubbia gloria per il DMM e l’Università di Padova.
 
Tutto questo è quanto dovuto per rispondere ad un’esigenza di chiarezza stimolata da parole che appaiono sgradevoli oltre che francamente inutili in un contesto di serrata dialettica scientifica".
 

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