Maxiconcorso per 4508 precari: i docenti prenotano la cattedra in Veneto

Da giovedì al 2 novembre le prove, i posti disponibili in Veneto sono 3.111. I professori di lettere e latino in trasferta a Milano, quelli di spagnolo a Bergamo

VENEZIA. Il totale è di 4.508: sono gli insegnanti che, da giovedì al 2 novembre, sosterranno la prova per il concorso straordinario nelle scuole venete, per il passaggio in ruolo. Cifra a cui aggiungere i 724 che affronteranno l’esame fuori regione, pur concorrendo per una cattedra tra le nostre province. Per un totale di 5.232 supplenti, aspiranti professori a tempo indeterminato. «Sempre che il concorso si faccia» commenta Giovanni Giordano di Snals.

L’opportunità dello svolgimento di un concorso che, in tutta Italia, muoverà 66 mila persone è da settimane oggetto di lettere indirizzate alla ministra Azzolina e al premier Conte, di manifestazioni, di incontri con i prefetti. Le scuole sono state individuate: praticamente una per ogni classe di concorso, con alcune eccezioni. Ma le polemiche corrono veloci tra le cattedre degli istituti.


I colleghi di una stessa materia, non importa quale sia la loro residenza, sono stati chiamati nelle stesse scuole. Chi concorre per un posto di arte alle medie, ad esempio, sosterrà la prova tra gli istituti di Belluno, Feltre, Piove di Sacco, Abano, Rovigo, Bassano, Breganze e Valdagno. Con convocazioni nelle diverse sedi che non dipendono dall’indirizzo di casa, bensì dall’iniziale del cognome.

Infastiditi i docenti di spagnolo, che dovranno sostenere la prova nel Bergamasco, e di lettere e latino, che dovranno spostarsi nel Milanese. Prendendo treni, pernottando in albergo, proprio nel pieno della seconda ondata Covid. D’altra parte erano troppo pochi i candidati e i posti a disposizione in Veneto, così le due regioni hanno deciso di accorpare i concorrenti.

Ma gli spostamenti interregionali vedranno il Veneto anche come destinazione, con l’arrivo di 154 docenti da fuori regione, la maggior parte proveniente dal sud Italia. La provincia che accoglierà la “massa” più grande è quella di Vicenza, dove sono attesi 792 insegnanti in arrivo da tutto lo Stivale, seguita dal Veronese (768), dal Trevigiano (687), dal Padovano (671), dal Rodigino (630), dal Veneziano (623) e dal Bellunese (337).

Sono stati scelti soprattutto plessi di provincia, «evidentemente per evitare assembramenti in città» ipotizza Giordano. La maggior parte dei concorsi si svolgerà nei laboratori, con l’eventuale sospensione delle lezioni, una decisione in capo alla singola dirigenza.

Mascherine da indossare sempre e distanziamento: previsioni che non bastano a tranquillizzare i 5.232 docenti che chiedono il posticipo del concorso o, meglio, il passaggio in ruolo sulla base dei titoli. Alla fine, dalle prove risulteranno vincitori 3 su 5, pronti a entrare in ruolo il primo settembre.

Sono 3.111 i posti messi a bando, di cui 1.428 alle medie e 1.683 alle superiori. Le urgenze si avvertono nel sostegno, che conta 426 disponibilità nelle secondarie di primo grado e altre 264 in quelle di secondo grado. Ma sono molte le cattedre dalle necessità a tripla cifra.

Alle medie servono 339 insegnanti di italiano, storia e geografia, 285 di matematica e scienze e 104 di arte. Alle superiori ci sono 143 posti per i docenti di lettere, ma anche 99 per matematica, 89 per scienze naturali, chimiche e biologiche e 82 per scienze e tecnologie informatiche. Una prima “sforbiciata” riguarda l'esclusione dei prof (e ce ne sono) in isolamento domiciliare, altro motivo di polemiche. «La mancata previsione di prove suppletive è molto grave. Nel 2021 ci sarà il concorso ordinario, dedicato a una platea diversa. È una vera disparità di trattamento» la denuncia di Giordano. —


 

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