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Soranzo, Donazzan e Speranzon in corsa per FdI nella giunta Zaia

Forza Italia si è arresa, non avrà assessori. Elisa Venturini: un vero onore essere consigliera in Regione

VENEZIA. Alleati o sudditi della Lega? Nel centrodestra hanno capito che è inutile alzare la voce perché con 33 consiglieri su 51 le liste Liga-Salvini, quella del presidente e la Veneta Autonomia possono fare il bello e cattivo tempo. I 5 seggi di FdI e i due di Forza Italia sono davvero residuali ai fini degli equilibri e a palazzo Balbi prende fiato la proposta di Marcato e Finco, più che mai convinti del monocolore Lega. Finirà 9 a 1 o 10 a 0 con gli assessorati?

La Lega non ha digerito il dispetto di Fratelli d’Italia che non ha votato Ciambetti presidente, in segno di protesta per lo stop a Daniele Polato e sta preparando l’offensiva.

Quel posto da vicepresidente dell’assemblea sarebbe stato perfetto per Elena Donazzan, che invece spera di tornare in giunta per il bis da assessore anche se Giorgia Meloni ha proposto una rosa di nomi a Zaia: si va da Enoch Soranzo a Raffaele Speranzon e a Stefano Casali, non eletto a Verona.

Sarà il presidente a scegliere i collaboratori di giunta, che si dovranno dimettere per lasciare il posto ad altri 10 consiglieri. Un meccanismo che in termini indennità aggiuntive costa 7 milioni l’anno, come sottolinea Enrico Cappelletti del M5s: «A Roma il nostro governo ha tagliato da 945 a 600 il numero dei parlamentari e in Veneto Zaia ha aggiunto 10 poltrone peraltro super pagate. Un passo indietro sulla riduzione dei costi della politica».

Chi ha deciso di non fare la voce grossa è Forza Italia. Il coordinatore regionale Michele Zuin dopo l’incontro con Zaia non apre bocca e la neo eletto Elisa Venturini ci tiene a sottolineare un solo concetto: «Per me è un grandissimo onore essere entrata in consiglio regionale e non ho alcuna richiesta da presentare a Zaia. Forza Italia non scalpita, sarà lui a decidere come assegnare le deleghe della giunta, noi siamo in maggioranza e daremo il nostro contributo di governo».

Chi freme per mettere piede nelle stanza dei bottoni è invece la pattuglia della Meloni, che ha firmato obtorto collo l’accordo sull’autonomia imposto da Zaia senza ottenere in cambio l’appoggio per la legge su Roma capitale, tanta cara a Lollobrigida.

A Roma in questi giorni, il segretario-senatore Luca De Carlo ha ricevuto Enoch Soranzo che si è incontrato con Donzelli per stabilire le linee guida di un suo eventuale impegno a Palazzo Balbi. Se dovesse entrare nella squadra di governo, spalancherebbe le porte ad Elisabetta Gardini ripescata in consiglio regionale. L’altro candidato è Raffaele Speranzon, figura storica della destra veneziana, pronto ad affiancare Francesco Calzavara. Chi reclama a gran voce un posto è invece Verona, che con il 16% ha lanciato prima Polato e ora insiste con Casali.

Silenziosa e abilissima nel suo valzer tra Fi e FdI, Elena Donazzan conta di essere richiamata da Zaia per completare il programma avviato in questi 5 anni. Il rapporto sul piano personale con il governatore è ottimo e tra un paio di giorni il rebus sarà sciolto.—



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