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Il consiglio regionale veneto è sub iudice, un ricorso al Tar frena l’apertura

Chiesta la sospensiva della proclamazione degli eletti. Preferenze: dopo Padova, errori anche a Venezia

VENEZIA. Procediamo alla giornata, sospira Roberto Ciambetti, il presidente uscente (e rientrante, aggiungiamo noi) del consiglio regionale.

Al veterano leghista compete la convocazione inaugurale dell’assemblea: è orientato a riunirla tra giovedì e venerdì ma la sua volontà sconta due mine vaganti all’orizzonte.

Il ricorso al Tar, con richiesta di sospensiva della proclamazione degli eletti ad opera della candidata Roberta Vianello di Fiesso d’Artico (Lista Zaia) estromessa a sorpresa a beneficio della grillina di Chioggia Erika Baldin per decisione della Corte d’Appello; e gli sconcertanti errori compiuti dai tribunali di Padova e Venezia nel conteggio delle preferenze ai vincenti: raddoppiate ipso factonel primo caso; dimezzate, in laguna, a danno del più votato, l’esponente di Fratelli d’Italia Raffaele Speranzon.

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