Infranta quota 25 mila: sono i veneti contagiati dall’inizio dell’epidemia

Poco meno di 3 mila fra loro gli attualmente malati. Ieri il Covid-19 ha fatto altre cinque vittime 

VENEZIA

È infranta anche quota 25 mila. Sono 25.026 i veneti che hanno contratto il Covid-19 dall’inizio della pandemia, dal 21 febbraio scorso. È un numero, solo un numero, ma è una soglia indubbiamente significativa sul piano emotivo. Per ritrovarne un’altra dalla simile potenza psicologica bisogna arretrare al 30 luglio, quando i contagi totali avevano superato le 20 mila unità.


A certificare questo nuovo “record” della diffusione del virus nella nostra regione è Azienda zero, tramite il bollettino diffuso ieri, fotografia del contagio ferma alle 17. A fronte delle oltre 25 mila positività rilevate dall’inizio della pandemia, sono 2.992 i casi ancora attivi, vale a dire 162 in più rispetto al giorno prima. Ma la notizia più triste riguarda i cinque nuovi decessi, tre dei quali sono stati registrati nel Rodigino, quindi uno nel Veneziano e uno nel Trevigiano. Aumentano nettamente anche i ricoveri ospedalieri: 105 in area non critica (nove in più rispetto al giorno prima) e 15 nei reparti di terapia intensiva (con l’aumento di uno).

La situazione peggiore, da settimane, è vissuta dalla provincia di Treviso, dove si trova quasi la metà del totale dei positivi: ben 907. Sono nettamente più bassi i numeri delle altre province: 463 positivi in quella di Verona, 461 a Vicenza, 426 a Venezia, 282 a Padova (compreso un caso a Vo’), 104 a Rovigo e 69 a Belluno. Con, osservati speciali, studenti e insegnanti, tornati in aula lunedì dopo un quadrimestre di didattica a distanza e le vacanze estive.

Osservati speciali che, in questo ruolo, a breve avranno dei “colleghi”. Vale a dire tutta la schiera di persone che domenica e lunedì saranno impegnate con le elezioni. Lunedì scorso, infatti, è iniziata la campagna gratuita e volontaria di tamponi (rapidi), aperta al personale che sarà impegnato ai seggi. «Per mia decisione possono fruire dei punti di accesso rapido ai tamponi non solo gli scrutatori, ma tutto il personale ai seggi, quindi anche i militari, qualora lo decidessero» ha sottolineato, con un certo orgoglio, il governatore Zaia, ieri a Mestre, a margine di una inaugurazione.

L’intervento del presidente veneto è stato anche l’occasione per fare il punto sulla diffusione del contagio, con particolare riferimento all’anno scolastico, iniziato lunedì tra mille problemi e preoccupazioni. «Guardo all’anno scolastico con la massima attenzione. Non bisogna abbassare la guardia, è l’appello che ho fatto a tutti i ragazzi augurando buon inizio di anno scolastico» ha detto il governatore regionale, accennando alla visita del presidente Mattarella, che lunedì ha inaugurato l’anno scolastico di Vo’.

«Il virus c’è» ha aggiunto «È un virus che è mutato, è un virus che per il 95 per cento dei casi non dà sintomi, però è vero che siamo pronti a intervenire per isolare gli eventuali focolai, evitando al massimo che si chiuda tutto, in particolar modo la scuola». —



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