Gli investitori francesi di Infravia «Nessun piano di uscita da Save»

Parla il ceo del fondo che tiene il 43% indiretto della società «C’è il patto con gli azionisti: contento del management» 

venezia

«Non c’è alcun piano di uscire». Dopo mesi di speculazioni sulla presunta tensione tra i soci finanziari e Enrico Marchi dentro a Save, la società che gestisce il polo aeroportuale del Nordest, arriva dalla Francia il punto fermo alla questione. A parlare è Vincent Levita, fondatore e ceo di Infravia, società d’investimento francese azionista di Save insieme al fondo di Deusche Bank. A gennaio 2021 scade il periodo di lock up, ovvero il periodo in cui i fondi erano obbligati a non cedere quote della società che gestisce il Marco Polo di Venezia. Il periodo di blocco nell’esercizio della possibilità di vendita delle quote scade ormai fra breve. Eppure a domanda diretta Levita ribadisce: «Non abbiamo nessun piano di uscita».


I soci di maggioranza di Wave sono chiusi nel veicolo il Milione che è socio unico di Save. Il capitale della società è così composta: Infra Hub (società che fa campo alla banca tedesca) con una quota del 43,9942 %, Leone Infrastructure che fa capo a Infravia con medesima quota e Sviluppo 87 con il 12% che invece fa capo a Finint di Enrico Marchi.

Il 2 di luglio i soci si sono incontrati ed hanno deciso di posticipare la nomina del nuovo consiglio che scadeva con l’approvazione dell’esercizio 2019. L’assise dei soci è stata aggiornata a questo autunno e dovrebbe tornare a riunirsi a ottobre/novembre per nominare il nuovo consiglio.

Questo fatto ha dato il “la” ad ulteriori elementi di speculazione attorno alla società che a causa del lockdown, come tutti gli altri scali italiani e internazionali, ha sofferto un calo drastico dei passeggeri. Secondo alcuni rumors rimbalzati più e più volte da ambienti romani vicini alla politica, ci sarebbe stata tensione nella società perché gli investitori finanziari chiedevano più spazio nella governance. Levita risponde anche a questa ipotesi: «La governance è frutto del patto tra gli azionisti ed il management ha funzionato molto bene. Noi siamo molto contenti di come è gestita Save e siamo soddisfatti anche del fatto che sia stato confermato il rating dell’azienda. I dati miglioreranno» ha spiegato il ceo di Infravia.

Va infatti ricordato che nonostante gli effetti dello stop ai voli, Moody’s a giugno ha confermato il rating BAA3 sia sul debito, che sul bond da 300 milioni, di Save. La società aeroportuale ha chiuso il 2019 con un aumento dei ricavi del 7,6% a 240,4 milioni e un utile superiore ai 64 milioni rispetto ai 50 milioni dell’anno precedente. Circa la situazione dello scalo di Treviso, recentemente l’azienda ha spiegato che le tempistiche della chiusura temporanea dell’aeroporto «dipendono dall’andamento della situazione nella quale viviamo che, essendo molto fluida, non permette di definire in maniera chiara a e precisa cosa accadrà al traffico aereo nei prossimi mesi». —



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