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Regionali in Veneto. «Votate i candidati Lega, non la lista Zaia»

Sorrisi sinceri: Matteo Salvini, Luca Zaia e Lorenzo Fontana

Circolare del direttorio di partito alle sezioni. Fontana: «Atto coerente che Luca ha condiviso, da Salvini nessuna pressione»

VENEZIA.
Poche righe, una circolare laconica quella inviata dal direttorio leghista alle sezioni venete (sono oltre quattrocento) in vista del voto regionale del 20 e 21 settembre. La firma è quella del commissario Lorenzo Fontana e il messaggio ai segretari locali non ammette equivoci: nella campagna elettorale il partito è chiamato a sostenere esclusivamente i candidati della Lega, non quelli della lista Zaia né, tanto meno, gli outsider di Veneta Autonomia, la “terza gamba” della coalizione. 
 
SCONGIURARE LA CANNIBALIZZAZIONE
Evidente la finalità, la stessa perseguita nella selezione delle candidature: evitare che l’effetto-traino del governatore più popolare d’Italia “cannibalizzi” il simbolo ufficiale, distanziandolo magari con percentuali imbarazzanti.
 
Per questo Matteo Salvini ha richiesto che gran parte degli assessori uscenti - tradizionali calamite di consenso - competa sotto la bandiera del Carroccio; è il caso di Federico Caner a Treviso, Roberto “bulldog” Marcato e Giuseppe Pan a Padova, Cristiano Corazzari a Rovigo, Elisa De Berti a Verona e Manuela Lanzarin a Vicenza in abbinata al capogruppo Nicola Finco, “trasferito” per l’occasione dalla più rassicurante sponda di partenza.
 
Uniche eccezioni tra i big, il presidente dell’assemblea di Palazzo Ferro-Fini, Roberto Ciambetti, e l’assessore alla protezione civile Gianpaolo Bottacin, l’ingegnere bellunese che ha spalleggiato Zaia in ogni fase dell’emergenza Covid. Una scelta che ha creato qualche malumore tra gli esclusi dalla “corsia preferenziale”, lesti poi - e comprensibilmente - a sollecitare garanzie circa il sostegno dell’organizzazione di partito nella corsa “impari” rispetto a quanti gareggiano sotto l’ombrello presidenziale.
 
LA DISCUSSIONE E GLI OBIETTIVI
Il direttorio, si diceva. Coordinato dal commissario, è composto da Zaia - che ha annunciato l’invio di una lettera “anti-astensionista” agli gli elettori («Votate per chi volete ma andate a votare») - Erica Stefani, Marcato, Finco e Massimo Bitonci.
 
«È stata una scelta coerente con l’impegno espresso dai nostri amministratori in questi cinque anni», commenta Fontana «trovo ragionevole che le sezioni si impegnino a tutela della lista ufficiale. Non si tratta di una distinzione politica: dall’una e dall’altra parte ci sono esclusivamente esponenti della Liga Veneta; vogliamo invece equilibrare le opportunità dei nostri candidati, consapevoli che i sondaggi, fortunatamente, attribuiscono un consenso vastissimo a Luca. Lui stesso ha condiviso senza esitazioni questa scelta, ne abbiamo discusso pacatamente e non sono emersi contrasti seri. Qualche discussione, semmai, c’è stata nella compilazione della liste, ma l’abbiamo superata senza drammi».
 
LA CAMPAGNA DI MATTEO IN VENETO
C’è chi scorge nell’operazione la longa manus di Salvini, allarmato all’idea di un exploit del potenziale rivale a fronte di un esito modesto del partito...
 
«Capisco che in questa campagna surreale la tentazione di sceneggiare il derby sia forte ma in questa circostanza non c’è stato alcun intervento da parte sua. Presto Matteo sarà in Veneto a sostenerci nella sfida elettorale, lavoriamo perché le liste espressione della Lega conquistino la maggioranza assoluta così da consentire al nostro governatore di completare l’eccellente lavoro svolto finora». —
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