Coronavirus, Zaia firma una nuova ordinanza: restrizioni prorogate fino al 15 ottobre

I focolai in Veneto sono al momento 45. I contagiati delle ultime ventiquattro ore sono in tutto 117. E su Salvini: «Stiamo mettendo in croce un uomo di Governo per aver fatto l’uomo di Governo»

VENEZIA. Il presidente della Regione, Luca Zaia, ha annunciato una nuova ordinanza nella giornata di venerdì: «Oggi firmo un’ordinanza che proroga tutte le misure indicate nelle nostre precedenti ordinanze regionali. La proroga sarà fino al 15 ottobre. Non ci sarà nulla di nuovo sotto il sole, sia chiaro. Il 15 ottobre è la data di scadenza dello stato emergenziale. Questa ordinanza lascia una finestra per l’8 di agosto perché il decreto legge del Governo prevede un Dpcm che potrebbe cambiare qualcosa. Se sarà un decreto di proroga, non cambierà nulla per noi. Immagino però che ci saranno novità sul fronte crocieristico o comunque verso altri settori, quindi ho inserito quella data-finestra».

Zaia ha quindi fatto il punto sulla pandemia in Veneto: «Il virus esiste, e prova ne sono i 117 contagiati in più delle ultime 24 ore. Esiste con cariche variabili: quando lo dicevo prima, pareva che fosse un’eresia. Rispetto alla fase cruciale e pesante del Coronavirus, abbiamo una quantità importante di positivi: il 70 per cento. In un giorno, dunque, abbiamo 80 persone contagiose ma senza sintomi. Gli ospedali non sentono il peso di questa fase proprio per questo motivo».

Sulla situazione numerica: «Oggi abbiamo 45 focolai in Veneto. Non sono cresciuti di tanto rispetto ai 38 di qualche giorno fa. Abbiamo inoltre fatto 743 tamponi “di rientro”, di cui 623 per chi rientrava da estero per lavoro, più 120 badanti già testate. Non abbiamo ancora i risultati ma non ci dovrebbero essere esiti particolarmente preoccupanti».

Nelle ultime 24 ore i nuovi positivi sono stati 117 (per un totale di 20.120). In isolamento attualmente ci sono 3.740 persone in Veneto, mentre i ricoverati in ospedale sono 117, di cui 31 positivi. In terapia intensiva ci sono 6 pazienti, di cui 3 positivi. Nell’ultima giornata si è registrato un solo decesso.

I focolai veneti arrivano dall’estero o da una generale rilassatezza dei veneti o di chi risiede in Veneto? «Non c’è studio epidemiologico che ci indichi la fonte di contagio primaria. E’ dunque difficile fare considerazioni. E’ tuttavia vero che, come all’ex Caserma Serena di Casier, nel Trevigiano, il focolaio è alimentato dalle persone. E lì se non ci fosse stato un centro per migranti non sarebbe nato alcun focolaio. In ogni caso oltre il 55% dei focolai del Veneto arrivano da fuori».

Il presidente ha quindi annunciato il nuovo piano di sanità pubblica per la settimana prossima. E sui test rapidi: «Sembravano un fiasco e ormai li stanno usando un po' ovunque. Li sta usando anche il Lazio. Azienda Zero ha già fatto indagine di mercato per capire quante ditte sono disposte a fare un'offerta. Prima c'era solo una ditta coreana che poteva produrli, ora siamo a 6-7».

Zaia è inoltre intervenuto sulla questione giudiziaria che riguarda Salvini, per cui il Senato ha autorizzato il processo (per la vicenda della barca Open Arms a cui fu impedito di attraccare in Italia nell'agosto 2019): «L’ho cercato stamattina ma non l’ho ancora sentito. Ha la mia piena solidarietà. Stiamo mettendo in croce un uomo di Governo per aver fatto l’uomo di Governo, solo perché da ministro ha difeso i confini italiani e ha messo in ordine il disordine. Se passa il principio che i limiti sono altri per un ministro dell’Interno, vuol dire che il ministro non serve più. L’immagine internazionale che ne deriverà? Si assisterà al fatto che in Italia c’è un ministro con ardore e “palle” verso gli sbarchi, finito per questo sotto processo: immaginate cosa diranno dai paesi da cui partono le barche, ci si sentirà più invogliati a partire col gommone. Non si guarda solo il meteo per partire con il gommone, ma si leggono anche le notizie. Stiamo dando immagine di permissivismo: mancano solo le scuse».

 

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