Domande e risposte, ecco la guida completa alla riapertura delle scuole in Veneto

L’Ufficio scolastico regionale ha fornito una serie di risposte ad alcuni dei dubbi che si prospetteranno a settembre. Dal distanziamento alle mascherine, ecco tutti i chiarimenti 

VENEZIA. Accessi, accoglimento, disposizione in aula, iscrizioni, mascherine, termoscanner. Con il mondo della scuola che vive nell’incertezza più generale in vista della prima campanella del 14 settembre, l’Ufficio scolastico regionale ha preparato una serie di domande e risposte per cercare di fare un po’ di chiarezza rispetto ai dubbi principali. Questa una sintesi, i dettagli nelle FAQ del sito www. istruzioneveneto.it.

Quanti allievi distanziati per fila possono entrare al minuto a scuola? 
 
Si possono utilizzare i criteri dell’evacuazione. Normalmente attraverso un “modulo” (60 cm di larghezza della porta) potrebbero entrare circa 60 studenti al minuto È importante individuare più accessi alla scuola da impiegare contemporaneamente. Il distanziamento interpersonale di almeno un metro (combinato con l’uso della mascherina) è considerato una delle più efficaci misure di prevenzione del rischio di contagio. Se questa misura viene garantita, è possibile fare entrare nella sede scolastica anche più classi alla stessa ora. È ammesso un tempo limite di 15 minuti per la sosta breve degli allievi all’interno dell’edificio scolastico prima dell’inizio delle lezioni.

Se si utilizzano ambienti esterni alla scuola, come si potranno gestire i cambi d’ora dei docenti?

La gestione del susseguirsi dei docenti nelle diverse ore di lezione nelle varie classi è demandata a una corretta formulazione dell’orario delle lezioni che, nel caso sia necessario utilizzare anche ambienti esterni alla sede scolastica, dovrà debitamente tenere conto della loro distanza e del tempo necessario a raggiungerli, anche in relazione ai mezzi di trasporto utilizzati dai docenti stessi, evitando che le classi possano rimanere scoperte e lasciate alla sola vigilanza dei collaboratori scolastici per un lungo lasso di tempo.

Capienza aule, disposizione banchi, misure e distanze di sicurezza: come regolarsi?

La scelta definitiva non può che essere del dirigente scolastico. Le indicazioni date dal manuale operativo forniscono un criterio per calcolare la capienza massima. Ciò detto, è sempre possibile introdurre un margine di elasticità. Bisogna tenere conto però che servono spazi liberi nel caso di alunni con febbre, da isolare temporaneamente. Le indicazioni che vanno certamente rispettate sono il distanziamento di almeno un metro tra gli allievi e di almeno due metri tra l’insegnante e i banchi più prossimi alla cattedra. È possibile utilizzare le palestre, suddividendo gli spazi per creare ulteriori aule.

È possibile mettere il plexiglas davanti alla cattedra così da potere recuperare spazio per aggiungere altri banchi?


Nella disposizione in aula dei banchi resta imprescindibile la distanza di 2 metri lineari tra il docente e l’alunno nella zona interattiva della cattedra, identificata tra la cattedra medesima e il banco più prossimo a essa. L’installazione di un divisorio in plexiglas sulla cattedra non permette di ridurre tale distanza, anche tenendo conto della necessità di garantire comunque un corridoio di almeno 60 centimetri tra la cattedra e la prima riga di banchi per consentire l’uscita in sicurezza della classe in caso d’emergenza.

La gestione degli zaini come deve essere fatta? 

Essendo oggetti personali, possano essere gestiti come di consueto. Si suggerisce di evitare di lasciare in aula, al termine delle lezioni, materiali personali per facilitare le successive operazioni di pulizia e disinfezione degli ambienti.

Cosa fare se in corso d’anno vi sono iscrizioni che portano oltre il numero massimo di allievi consentito nell’aula?

Le iscrizioni in corso d’anno possono non essere accettate se si verifica che, anche considerando il margine di tolleranza, non vi sono le condizioni per garantire il necessario distanziamento tra gli allievi di almeno un metro tra bocca e bocca oppure se, per inserire ulteriori banchi, viene meno il distanziamento di almeno due metri dell’insegnante dal banco più vicino. La scuola che non riesce ad accogliere l’allievo deve adoperarsi per trovare alternative con scuole vicine per garantire il diritto allo studio.

Vanno evitate attività che prevedano interventi di esterni?

Le attività didattiche che prevedono, per le loro particolari competenze, l’intervento in aula di esperti esterni non sono esplicitamente vietate. Andranno, tuttavia, ben valutate sotto il profilo organizzativo e della gestione degli spazi. L’esperto esterno dovrà sottoscrivere l’autodichiarazione predisposta dalla scuola per le persone esterne.

Mascherine e visiere in classe?

Gli alunni dovranno dotarsi di proprie mascherine e indossarle durante gli spostamenti nella scuola ma non durante le lezioni in classe. La visiera non è necessaria. L’aggiunta della visiera alla già prevista mascherina non è una soluzione che permette di ridurre le distanze interpersonali. Il suo impiego quindi non ha alcuna incidenza sulla determinazione della capienza massima dell’aula. Il ruolo della visiera è quello di proteggere la persona che la indossa da droplet di dimensioni maggiori che, data un’eventuale distanza ravvicinata con un’altra persona priva di mascherina, possono arrivare a colpirla in viso. È dunque adatta a proteggere chi la indossa quando ci si deve necessariamente avvicinare a una persona momentaneamente priva di mascherina, come può accadere, ad esempio, durante un intervento di primo soccorso. Durante le lezioni, l’insegnante può avvicinarsi all’allievo indossando la mascherina chirurgica e disinfettandosi frequentemente le mani con un prodotto a base alcolica.

I ragazzi che soffrono di allergie devono attestarlo con un certificato?


No, a starnuti e lacrimazione - manifestazioni tipiche delle allergie - non si accompagna la febbre, che è invece caratteristica del Covid-19, quindi le due malattie non possono essere confuse fra loro. Quindi non si ritiene necessario che chi presenta questi sintomi debba accedere a scuola munito di certificato medico.

Sono utili impianti di ricircolo e cambio dell’aria in aula?

La maggiore o minore efficacia dei sistemi di ricambio dell’aria non incide sui vincoli ineliminabili del distanziamento Sistemi di ricambio dell’aria più efficaci possono invece permettere di non tenere conto del distanziamento dei banchi dalle finestre, se queste possono essere tenute chiuse. Attenzione però a distinguere impianti di “ricircolo” da impianti di “ricambio”, perché si sconsiglia vivamente il ricircolo dell’aria (che agevola la diffusione dei droplet), mentre il ricambio (ottenuto in via naturale con l’apertura delle finestre e delle porte) agevola proprio la dispersione dei droplet.

Si possono usare a scuola soluzioni tecnologiche avanzate, come i raggi ultravioletti o simili?
 
L’ISS parla in particolare dell’ozono, del cloro attivo, della radiazione ultravioletta e del perossido d’idrogeno, che fin dai primi mesi della pandemia sono stati proposti per il trattamento di ambienti contaminati. Le modalità di utilizzo di tali sistemi, tuttavia, variano moltissimo e impattano diversamente sulla conduzione degli ambienti trattati.
 
È utile usare il termoscanner?


Non è obbligatorio rilevare la temperatura agli allievi e per il personaleall’ingress della scuola. Se invece, durante le attività scolastiche, una persona dovesse accusare sintomi, è bene che la verifica della sua temperatura corporea sia fatta con sistemi che non necessitano il contatto fisico né l’uso promiscuo di dispositivi. In questo caso il termoscanner può rivelarsi utile. La pulizia ed igienizzazione delle palestre, in caso di utilizzo extrascolastico, è a carico del Comune o dei suoi concessionari. 


 

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