Quel Veneto così british tra pub e freccette

Nella nostra regione ci sono 14 società affiliate alla Federazione. Il Dart di Treviso può vantare il primo titolo italiano della storia

La storia
 
Probabilmente il compito del neo eletto presidente regionale dello steel veneto - il primo luglio la carica è stata assunta da Alessandro Rosso classe 1961 - sarà quello di tornare a fare centro con il movimento regionale. Primo perché il titolo italiano manca dal 2013, quando fu la squadra del Dart Club “Gli amici di Ronnie” ad aggiudicarsi il tricolore. Secondo perché il Veneto può dirsi la culla della disciplina nata nei paesi anglosassoni, quando oltre trent’anni fa un imprenditore trevigiano importò le freccette nel suo pub a Treviso e costituì la prima squadra italiana di questo sport, il Dart Club di Treviso, che può vantare il primo titolo italiano della storia.
E di quella squadra faceva parte l’attuale presidente Alessandro Rosso, chi meglio di lui per rinverdire antichi fasti. «Nel Veneto ci sono 14 dart club affiliati alla Federazione Italiana Gioco Freccette con un nucleo consistente nella zona di Abano, poi variamente distribuite tra Treviso e Venezia, con Musile di Piave e Fossalta di Portogruaro, per un totale di 200 tesserati sugli oltre duemila tesserati a livello nazionale. Perché non dimentichiamoci che il Veneto è la casa madre della disciplina, perché da noi è stata importata oltre trent’anni fa», esordisce il neo eletto presidente. 
 
 
E infatti se solo scorriamo gli annali del nostro quotidiano, possiamo scoprire come nelle pagine della Tribuna degli anni ‘90 vengano raccontate le gesta di Luciano Caserta, imprenditore che dopo aver vissuto per anni in Inghilterra si innamora delle freccette e le «trapianta a Treviso, dove è venuto ad abitare per seguire la morosa». Il cronista di allora parla di Caserta e di come sia stato travolto dalla passione «per questo gioco che definire sport è quasi azzardato». Ma il nuovo millennio era ancora lontano e lo steel ormai oggi tocca livelli vertiginosi, con professionisti che giocano in un circuito esclusivo dove le scommesse la fanno da padrone, e dove l’antagonista di questo circuito, la Federazione internazionale di Freccette, di cui fa parte anche l’Italia, può vantare migliaia di atleti e contempla campionati nazionali e internazionali, titoli continentali e mondiali. «Dall’aspetto ludico e giocoso degli esordi, adesso possiamo considerare le freccette un vero e proprio sport. Lo sport delle freccette, al pari della precisione, è una disciplina di strategia e matematica… La differenza sostanziale con la branchia dell’electronic darts, è che nel Soft i conti te li fa l’apparecchiatura (la “macchina”), mentre nello Steel è il giocatore l’artefice dei propri successi (o delle proprie sconfitte)»,
 
 
Prosegue Rosso, «Come Federazione inoltre ci siamo sempre impegnati a promuovere la fase ludica nei giovani e lo abbiamo portato avanti negli ultimi anni nelle scuole (nel 2013 è stato pure materia complementare di esame di maturità in un istituto superiore nel trevigiano), oltre ad averlo portato come attività dimostrativa in realtà come l’Uilm nel veneziano. A livello agonistico ci sono campionati regionali e nazionali, individuali, a squadre e a coppie e, una delle caratteristiche di questa disciplina, nella competizione a squadre può anche capitare che queste siano miste, visto che non ci sono differenze tra uomini e donne. Solo nelle classifiche individuali ci si divide tra maschile e femminile. Negli ultimi anni a primeggiare in Veneto sono stati i Rambla Steel di Abano Terme che poi hanno anche fatto molto bene a livello nazionale piazzandosi tra le prime cinque squadre italiane. Ma non sono stati gli unici a fare bella figura. Perché contemporaneamente con le finali nazionali a cui partecipano le migliori squadre delle varie regioni, si disputa anche la B Cup. Se le prime società di ogni regione partecipano alle finali nazionali, quelle che si classificano indietro hanno diritto di partecipare a delle finali sempre a livello nazionale, diciamo di serie B».
 
In questa seconda manifestazione negli ultimi tre anni ad aggiudicarsi il trofeo nazionale è stato sempre un club veneto, tre anni fa il Dart Club “Il Botteghino” di Musile di Piave e nelle ultime due edizioni il Dart Club “Garage di Mezzo” di Pianiga.” Un Veneto che primeggia, quindi, ma che cerca anche di tornare a vincere quel titolo tricolore che insegue dal 2013. Per emulare tutti i vincitori degli anni passati come quelli che Rosso elenca: «I giocatori e le squadre venete vincitori sono stati molti. Nei tornei individuali, dalla prima edizione del 1987, per 6 volte giocatori veneti hanno conquistato il titolo nazionale maschile individuale (o singolo), soprattutto negli anni ’80 e ’90. Pure il titolo nazionale femminile individuale è stato vinto per 6 volte da giocatrici venete (tra cui Cinzia Borgia, 5 Titoli). Nel Nazionale a coppie (o Doppio) 8 i titoli di giocatori veneti nel maschile, e 4 nel femminile. Nei campionati nazionali a squadre, 5 i Dart Club che si sono aggiudicati il Titolo Italiano: Treviso, Saletto, Parè, Old Pub Zelo, Amici di Ronnie (Caltrano). Nel Trofeo B-Cup 3 i successi veneti: 2017 Botteghino (Musile di P.), 2018 e 2019 Garage di Mezzo (Pianiga). In Coppa Italia 5 le vittorie di Dart Club Veneti: 2009 e 2010 Treviso, 2013 Puerto John Martin (San Donà), 2014 Amici di Ronnie (Caltrano), 2017 Al Gallo (Abano). La Coppa delle Regioni ha visto il Veneto aggiudicarsela 3 volte: 2006, 2007, 2008».
E adesso ci si aspetta di alzare ancora la Coppa. —
 

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