Zaia: abbiamo sequenziato il coronavirus dalla Serbia, è diverso e più aggressivo 

Il presidente della Regione Veneto rivela l'esito di uno studio dell'Istituto Zooprofilattico delle Venezia sui casi importati dall'imprenditore vicentino

VENEZIA.  «Io senza dire niente a nessuno ho fatto sequenziare il virus serbo trovato sull’imprenditore vicentino che ha portato qui il virus dopo il viaggio di lavoro, sui suoi colleghi e sulla donna cinese di Padova. Il risultato è questo: nei quattro tamponi la carica virale era molto elevata, il virus è appartenente al cluster serbo ed è ben diverso da quello isolato in Veneto e in Italia. Si tratta di una mutazione sua». L’ha detto il governatore del Veneto Luca Zaia nel corso di un punto stampa straordinario in corso alla sede della Protezione civile di Marghera. «Il virus non autoctono è diverso, ha la sua storia ed è più aggressivo» ha infine concluso.

«Siamo in una fase di stabilità. Abbiamo dei focolai domestici che non ci preoccupano, ci preoccupano un pò di più ceppi di virus portati da fuori per i quali abbiamo intensificato i controlli. È un pò la storia da inizio luglio ad oggi, la storia delle badanti moldave, dei parenti dall’Australia, dei cittadini di Congo, Bangladesh...».

A una domanda sulla questione della proroga dello stato di emergenza nazionale, Zaia si è limitato a rispondere che "è fondamentale coinvolgere il Parlamento". 

«Lo stato d’emergenza ha un aspetto squisitamente giuridico e sanitario, che non è irrilevante, e poi uno di natura politica ovvero quanto potere dare e non dare. Io spero che questo tema sia affrontato in Parlamento. Consideriamo comunque che non ci fanno votare a luglio perchè c’è lo stato di emergenza e ora che lo prorogano non voteremo mai più? In ogni caso è fondamentale coinvolgere il Parlamento».

 

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