Focolaio di Vicenza, il figlio dell’imprenditore: «Condotta che non mi spiego mio papà ha sbagliato tutto»

Il familiare dell’uomo d’affari accusato di aver diffuso il Covid in Veneto: «È ridotto in fin di vita, ora l’obiettivo è arrivare almeno all’8 luglio» 

VICENZA. «Non so come mio padre possa aver sottovalutato in questo modo una situazione così seria. Proprio lui, che aveva adeguato tutta l’azienda per il rischio sanitario». Il figlio quarantenne dell’imprenditore che ha riportato il coronavirus in Veneto si dispera. E’ amministratore di una delle aziende di famiglia, un impero che conta oltre 400 dipendenti tra Italia e estero.

«Premetto una cosa: tutto ciò che è successo prima del 28 giugno, non è di mia conoscenza. Io so ciò che è successo dopo. Ed è vero: mio padre ha rifiutato il ricovero. Perché l’ha fatto? Pensava che il virus si fosse presentato in una forma lieve, credeva di farcela da solo, di potersela cavare. Invece ora è ridotto in fin di vita».


L’ultima telefonata di aggiornamento risale alle 15 di ieri. Dalla terapia intensiva dell’ospedale San Bortolo di Vicenza l’hanno informato del fatto che la situazione è molto seria. «L’obiettivo, ora, è arrivare almeno all’8 luglio». Dunque già si parla di percentuali di sopravvivenza, si ragiona per step. Arrivare vivo all’8 luglio, poi si vede.

A Sossano, dove vive l’imprenditore, non si parla d’altro. La sua natura di self made man, partito da un capannone e ora capitano di un’azienda che fattura milioni di euro, lo rende visibile in ogni suo atteggiamento: quando sfreccia in suv, quando intrattiene i compaesani al bar, quando racconta delle sue avventure, quando parla della sua villa abbarbicata sulle colline.

«Posso garantire che da domenica 28 a mercoledì 1 luglio mio padre è stato a casa, nella sua abitazione, dove però ha avuto contatti con altre persone, il maggiordomo e alcuni collaboratori».



Ieri però è arrivata la notizia della denuncia alla Procura di Vicenza da parte dell’ufficio sanitario regionale, un provvedimento che giunge dopo una sfuriata del governatore Luca Zaia, il quale aveva parlato di comportamento irresponsabile.

«Zaia ha perfettamente ragione» ammette il figlio. «E più ci penso, più non so come sia potuto accadere». A lui, 40 anni, ora spetta l’onere di tenere le redini aziendali in un momento così difficile. Negli stabilimenti di loro proprietà non può entrare più nessun estraneo. Sono state attivate tutte le contromisure necessarie a evitare che i contagi possano sfuggire di mano.

«Lunedì faremo un consiglio d’amministrazione straordinario e poi decideremo come procedere. Nel frattempo non mi resta che sperare che mio padre se la cavi, che sopravviva a questa difficile situazione. Proprio lui, uomo di mondo, come può non essersi reso conto di ciò che gli stava succedendo? Mi dispiace che ora la gente ce l’abbia con lui ma davvero ha sbagliato tutto».

Qui la nota dell'azienda

«Le nostre aziende hanno sempre rispettato tutte le precauzioni e attuato i protocolli anti-Covid, in maniera attenta e dettagliata. Non esiste alcun pericolo a riguardo di ciò. Ci stiamo attivando per dare un ulteriore messaggio di sicurezza e di certezza che non esiste alcun pericolo ulteriore di contagio, in quanto le persone potenzialmente coinvolte sono tutte in isolamento».

La Laserjet, l'azienda vicentina di lavorazione dei metalli il cui titolare è risultato positivo al Covid insieme ad altre quattro persone che hanno generato un nuovo focolaio in Veneto, affida ad una nota pubblicata siglata dalla famiglia e dalla direzione aziendale nel sito dell'impresa, che ha sede a Pojana Maggiore, la propria posizione.

L'imprenditore è attualmente ricoverato in terapia intensiva all'ospedale di Vicenza. La nota si chiude con la smentita «di ogni falsa notizia di coinvolgimento della famiglia al contagio del Covid-19 in quanto nessuno ha avuto contatti con l'imprenditore da svariate settimane almeno».

«Su quanto successo prima del giorno 28 giugno 2020 non abbiamo informazioni certe - sostiene la famiglia - e per tale motivo preferiamo non dire niente. Possiamo invece confermare che è stata attestata la positività al Covid-19  nella giornata di domenica 28».

«Ha rifiutato il ricovero e seguendo le procedure sanitarie previste dal protocollo, è stato accompagnato in autoambulanza nella sua abitazione con tutte le attenzioni del caso per lui e per il personale sanitario coinvolto. Possiamo garantire che da domenica 28 a mercoledì 1 luglio (giorno del suo ricovero) è rimasto in isolamento presso la sua abitazione».

«Confermiamo inoltre - aggiunge il comunicato - che durante quei giorni ha avuto contatti con altre tre persone, attualmente in isolamento; due delle quali hanno già il risultato del tampone fatto, che è negativo. Aspettiamo entro la giornata di lunedì l'ultimo esito del tampone dell'ultima persona che comunque resta in isolamento a domicilio».

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