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La storia del focolaio vicentino e la mappa interattiva degli spostamenti dell'imprenditore

VICENZA.  È una cronaca a tratti surreale benché documentata nel dettaglio dalla relazione del direttore dell’Ulss Berica, Giovanni Pavesi, al governatore Zaia. Succede che il 25 giugno un imprenditore vicentino rientri da un viaggio di lavoro in Serbia e avverta i tipici segni del Covid-19: inappetenza, malessere generale, 38° di febbre, dolore agli arti.

Incurante di ciò, nei giorni seguenti l’uomo si reca ad una festa privata, presenzia ad un funerale e frequenta più persone sia in azienda che nella comunità.

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