Coronavirus, l'assurdo caso dell'imprenditore vicentino che ha provocato un nuovo focolaio in Veneto

Tornato da un viaggio di lavoro in Serbia, positivo al Covid, ha organizzato feste private, partecipato a funerali, negato di sottoporsi ad un tampone e poi negato un ricovero

VENEZIA. Sono cinque i nuovi casi positivi da coronavirus in Veneto. Ne ha dato notizia il governatore del Veneto Luca Zaia ricostruendo l’assurdo caso di un paziente 0 che ha riportato focolai Covid-19 in Veneto. Si tratta di cinque casi positivi che hanno portato a 52 isolamenti fiduciari a Vicenza, 37 a Verona e un caso positivo nel padovano entrato in contatto con il paziente zero ma che continua a negare di collaborare con i sanitari fornendo dati in merito ai suoi contatti lavorativi e non.

Ecco la mappa degli spostamenti dell'imprenditore vicentino

Istruzioni. Questa è una mappa interattiva composta da 11 diapositive in sequenza. Se siete su computer, usate le frecce nere posizionate sulla destra per andare avanti di scheda in scheda, come fosse una fotogallery. Se volete tornare all'inizio cliccate su "Back to Beginning". Da smartphone o tablet, usate le mani per fare lo swipe - scorrimento laterale - da destra verso sinistra

Si tratterebbe del risultato di un viaggio di lavoro avvenuto in Serbia da un imprenditore vicentino. Imprenditore che, tornato positivo, ha organizzato feste private, partecipato a funerali, negato di sottoporsi ad un tampone e poi negato un ricovero, continuando (da positivo) a svolgere vita lavorativa e sociale normale e mentendo su colleghi e compagni di viaggio.

Grandissima l'ira di Zaia in conferenza stampa, convocata (leggete il pezzo linkato qui sotto) per annunciare una nuova ordinanza restrittiva per lunedì.

L'imprenditore, 64 anni, a capo di una azienda con quasi 200 dipendenti, si sarebbe recato in Serbia con due amici. Al rientro, come detto, ha fatto la sua vita normale, sia sul lavoro che nell’ambito sociale (compresa la partecipazione a una cena affollata) fino a quando non ha iniziato ad accusare problemi respiratori.

Quando si è rivolto all’ospedale di Vicenza la situazione era già piuttosto seria, è risultato positivo al tampone ed è stato affidato al primario infettivologo Vinicio Manfrin. La situazione clinica è apparsa simile a quella dei malati più gravi durante i mesi dell’emergenza.

È scattata, a cura del Servizio di igiene pubblica, l’indagine sui contatti avuti dall’uomo e sono emersi tre casi positivi, almeno uno dei quali all’interno della Laserjet di Pojana Maggiore.

In seguito alla prima tornata di controlli, sono state individuate trenta persone potenzialmente a rischio (gran parte delle quali dipendenti dell’industria di Pojana) che sono stati posti in osservazione domiciliare per almeno due settimane. L’azienda sanitaria continuerà a fare tamponi ai contatti stretti dei quattro positivi e ad allargare l’indagine alla ricerca di possibili altri contagiati.

Questa la ricostruzione compiuta dalle autorità sanitarie

La positività del vicentino, residente a Sossano, è stata segnalata il 29 giugno. E’ stata quindi avviata l’indagine epidemiologica, con l’obiettivo di rintracciare tempestivamente tutti i contatti del caso indice. Attraverso le domande poste, emerge che il soggetto è rientrato il 25 giugno da una trasferta di lavoro in Serbia insieme ad altre due persone.

Il 25 inizia ad avere i sintomi, febbre 38 gradi, malessere generale, inappetenza, artralgie diffuse. Nei due giorni successivi ha diversi contatti in ambito lavorativo ed extra lavorativo (festa privata, partecipazione ad un funerale, frequentazione in paese) probabilmente in assenza delle corrette precauzioni. Il 28 il vicentino va in Pronto soccorso a Noventa Vicentina, in cui viene eseguito il tampone, risultato positivo. E’ quindi trasferito a Vicenza dove gli viene proposto il ricovero che l’uomo rifiuta. Ricoverato dopo insistenti contatti telefonici, anche con il sindaco del paese, il vicentino è ora in Rianimazione.  

E’ stata da lui fornita una lista di contatti avuti tra il 23 il 28 e la sera del 30. Attraverso il Numero Verde Regionale sono arrivate al Sisp numerose segnalazioni di persone che dichiaravano di aver avuto contatti con lui, non indicate nella sua lista. Tutte le persone sono state contattate dalle assistenti sanitarie del Sisp, poste in isolamento fiduciario per 14 giorni, a partire dall’ultimo contatto avuto con il caso indice ed è stato programmato un primo tampone per tutti nell’arco delle 24/48 ore successive alla segnalazione. Uno dei contatti segnalati è residente nell’Usl 6 Euganea che è stata prontamente informata.

Il 30 giugno viene segnalata la positività del collega, residente a Pojana Maggiore. Analogamente a quanto svolto per il caso indice, è stata avviata l’indagine epidemiologica, sono stati posti in isolamento i contatti stretti e inviati al tampone di controllo. Uno dei contatti segnalati è residente nell’Usl 9 Scaligera che è stata prontamente informata.

L’1 luglio viene segnalata la positività del terzo compagno di viaggio, residente ad Orgiano; anche con lui sono state messe in atto le medesime azioni. Nello stesso giorno l’Usl Scaligera ha informato della positività di un loro residente, residente a Bonavigo (Verona) che ha spiegato di essere stato in viaggio con i tre signori.

Il quarto caso del focolaio è ancora dell’Usl 6 Euganea: una paziente il 29 giugno si era recata in Pronto Soccorso a Schiavonia con vomito, febbre e diarrea, risultata positiva al tampone, dichiarando di aver avuto contatti con il caso indice di Sossano.

Martedì l’Austria ha diffuso ai propri concittadini lo sconsiglio per Bosnia Erzegovina, Serbia, Albania, Kosovo, Macedonia del Nord e Montenegro a causa dell’andamento Covid. Chi proviene da questi paesi deve stare due settimane in quarantena; ha poi chiesto ai connazionali di rientrare.

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