Tra aerei “fantasma” e i voucher delle compagnie, la rabbia dei passeggeri del Marco Polo di Venezia

«Venduti biglietti per voli inesistenti». Scatta la guerra dei rimborsi ma le compagnie non cambiano idea: solo voucher 

MESTRE. Tre voli al giorno per Parigi, quattro per Londra, due per Berlino e uno per Amsterdam, con partenza dall’aeroporto Marco Polo. Tutti in vendita dal primo giugno sul sito di EasyJet, a confini ancora sigillati. Peccato che la low cost svizzera riprenderà a volare da Venezia solo mercoledì prossimo, tra l’altro con due collegamenti nazionali. Ma, in questa pratica, EasyJet era in buona compagnia.

Ad esempio, il 12 maggio, collegandosi sul sito di Volotea era possibile prenotare un volo diretto a Olbia con partenza il 29 maggio e uno per Lampedusa, in programma il giorno successivo.

E dieci giorni dopo la musica non cambiava, con una serie di aerei pronti a decollare dal Marco Polo già dal 12 giugno. Bizzarrie di una compagnia tornata a volare solo quattro giorni dopo. E aerei, infatti, sistematicamente svaniti nel nulla, visto che la low cost ha ripreso i collegamenti da e per l’aeroporto di Venezia solo il 18 giugno, con i voli per la Sicilia, la Sardegna e la Puglia.

E lo stesso ha fatto Wizz Air, che il 12 maggio prometteva due voli, uno per Bucarest e uno per Chisinau, per il 19 maggio, così come un aereo per Skopje per il 21 maggio. Cancellati nel giro di pochi giorni, ma intanto i biglietti erano stati venduti.

Aerei fantasma. Abbiamo ripetutamente contattato EasyJet e Volotea per avere informazioni su questi voli, tutti in vendita sul web, ma la risposta era sempre la stessa: la ripartenza delle loro compagnie, in particolare per il traffico con il Marco Polo, non era ancora stata programmata. Eppure i viaggi c’erano, ben visibili nei siti internet delle rispettive compagnie aeree.

C’erano le coordinate: il numero del volo, gli aeroporti coinvolti, l’orario di partenza e quello di arrivo. In vendita, acquistabili e, difatti, acquistati dai malcapitati di turno. Per poi venire cancellati nel giro di 48 ore, con una comunicazione con una frase come «Il volo è stato cancellato. Puoi prenotare una nuova data a partire dal prossimo mese, intanto ti forniamo il voucher in sostituzione dei biglietti aerei».

E a quel punto inizia la corsa a ostacoli, fatta di e-mail, call center a pagamento con operatori irraggiungibili e una pazienza che spesso “salta”. Tutto per ottenere il “sacro Graal”, vale a dire un voucher da riutilizzare entro 12 mesi dalla sua emissione, per un volo della stessa compagnia aerea che ha organizzato il viaggio saltato. E quindi tutto da riprogrammare: le ferie da chiedere al lavoro, gli incastri con quelle dei colleghi. E a volte la risposta più semplice: alzare bandiera bianca. La pratica è diffusa, pur conoscendo delle importanti eccezioni come evidenzia Valter Esposito, che aveva prenotato due viaggi aerei, entrambi saltati.

«Dal 27 aprile al 2 maggio per Oslo con Norvegia Airlines. Voli cancellati e soldi riaccreditati immediatamente». Ah, i Paesi nordici. Il rimborso del secondo viaggio è invece tramite voucher. «Dal 2 al 9 giugno a Samos, in Grecia, con Volotea. Viste le restrizioni, abbiamo chiesto di usufruire della disdetta del volo a fine aprile e la compagnia ci ha risposto che avremmo potuto utilizzare un voucher di pari valore entro un anno. Probabilmente, senza la disdetta, Volotea avrebbe aspettato l’ultimo momento per cancellare i voli».

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