Turismo veneto, Zaia: "L'Austria minaccia la quarantena a chi viene in vacanza"

Il governatore: "Messaggi infondati lasciati passare dal governo austriaco, stanno già piovendo disdette". L'unica uscita "è riaprire l'Europa". Patente sanitaria al turista? il presidente contario

VENEZIA. "Il turismo veneto è uscito con le ossa rotte dall'emergenza coronavirus. Un settore che per noi vale 18 miliardi ha già perso 35mila posti di lavoro. IO resto fiducioso. Le linee guida per la ripresa le abbiamo date. Ma ora bisogna riaprire le frontiere in Europa, è fondamentale".
 
Il governatore del Veneto Luca Zaia ha dedicato al turismo veneto una lunga approfondita riflessione durante la conferenza stampa in diretta di giovedì 28 maggio. "E' notizia delle ultime 48 ore", ha riferito Zaia, "che il governo austriaco sta facendo passare un messaggio che alle nostre località turstiche è già costato disdette importanti. Il messaggio è questo: chi viene in vacanza in Italia dovrà fare la quarantena al ritorno in Austria".
 
L'effetto, come ha anticipato il governatore, ha già iniziato a preoccupare tutti gli operatori veneti. "Pensate solo al comparto "open air" e ai suoi 9 milioni di presenze all'anno. E poi tenete presente che il solo turismo tedesco "vale" il 23% del turismo veneto e capirete che ora bisogan intervenire su due fronti: a livello europeo, con i commissari agli Esteri e alla Salute, per garantire lo Shengen sanitario, cioè la sicurezza su tutto il Continente; dall'altro a livello regionale, come stano già facendo, per impostare un ragionamento Covid-free sul territorio, cioè per fare della nostrra regione un'area in cui venire serenamente".
 
Ma al contrario del collega della Sardegna Solinas, che punta a provvedimenti per garantire accessi sicuri nell'isola, Zaia ritiene che non servano una patente al turista, che gli esiti degli screening individuali siano troppo mutevoli e che quello che conti davvero  siano altre misure, oltre alle regole e ai comportamenti sul territorio.
 
A questo proposito, il governatore prennuncia per sabato 30 maggio una nuova ordinanza, "in vista delle scadenze dell'1-2 giugno". Contenuto ancora top secret, ma argomenti precisi visto sono in scadenza le prescrizioni relative ai presidi di prevenzione inidividuali (mascherine e guanti), alla riapertura dei centri estivi e dei confini fra regioni. "Ricordiamoci però che la Svizzera ma apre le frontiere ad Austria e Germania, ma non all'Italia", ha sottolineato Zaia. "La Svizzera non sarà nell'Ue, ma questo dimostra che la questione frontiere-estero ora è decisiva".

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